di Piero Maroni  

LE STORIE DEL MAESTRO PIERO

LA POESIA SCOMPARSA (1)

Cl 1 Anno Sc.1979 80. Si allungano le mani sui fiori del mandorlo al di là della recinzione
Cl 1^ – Anno Sc.1979 - 80. Si allungano le mani sui fiori del mandorlo al di là della recinzione
 
AVVERTENZA - La storia che segue è costruita con l'uso di brani di poesie d'autore disegnate, lette, studiate ed imparate a memoria senza alcun obbligo, ma solo per il piacere di recitarle di fronte ai compagni\e nel corso di un quinquennio. Tutto ciò che non è in corsivo, è invenzione nostra.  
 

C’era una classe di una scuola elementare i cui alunni erano assai appassionati di poesia, tante ne leggevano, ne studiavano, ne imparavano a memoria e, spesso, ne componevano loro stessi.

Erano, le loro, poesie semplici, ma ricche di osservazioni, sentimento e fantasia.

Una di queste fu una volta casualmente abbandonata sul tavolo della classe e non fu più ritrovata, mischiata a tanti altri fogli, aveva finito col confondersi nel mucchio e quando si fece un po’ di pulizia ed ordine, finì in fondo ad un cestino con altri rifiuti e cartacce.

Lei però era diversa, non era uno scarabocchio qualsiasi: era una poesia, la creatività e l’immaginazione in essa contenute non potevano finire al macero tra l’immondizia comune.

Fu così che quelle parole gentili e raffinate si staccarono dal foglio e si fusero in un leggero fluido, un fluido invisibile, impalpabile, poetico, denso di ispirazione e forza espressiva, composto da migliaia di poesie di tanti e tanti autori che con le loro creazioni hanno reso eterno e, ovunque, da tutti respirabile.

 E come nebbia che ovunque si allarghi e si espanda, ben presto si diffuse per i corridoi e le aule del grande edificio scolastico.

 

“Due per due quattro

  Quattro e quattro ottobre 

  Otto e otto fanno sedici…

  Ripetete! Dice il maestro

  Due e due quattro

  Quattro e quattro otto

  Otto e otto fanno sedici.”

 

Che noia, che sbadigli, che sguardi assenti!

Ma ecco che il fluido poetico si insinua tra le fessure delle porte ermeticamente chiuse e…

“ Ecco l’uccello-lira

  Che passa nel cielo

  Il bambino lo vede

  Il bambino lo ascolta

  Il bambino lo chiama.

  ……………………..

  E il bambino canta

  E il professore grida:

  Quando finirete di fare il pagliaccio!

  Ma tutti gli altri bambini

  Ascoltano la musica

  E i muri della classe

  Tranquillamente crollano.

  E i vetri diventano sabbia

  L’inchiostro ritorna acqua

  I banchi ritornano alberi

  Il gesso ridiventa scoglio

  La penna ridiventa uccello.”

 

È la fine di quella scuola inutile e noiosa, fuggono spaventati i seri maestri e tutto si fa vita:

 

“Escono allegri i bambini dalla scuola,

  lanciando nell’aria tiepida d’aprile

  tenere canzoni.”

 

(Continua)

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