di Piero Maroni
MITI E LEGGENDE DELL' ANTICA GRECIA
La seconda coppia

Crono sposò la titanessa Rea, sua sorella, cui è sacro l'albero della quercia, e diede inizio al suo regno.
Per prima cosa liberò i fratelli dalla prigionia fatta eccezione per i ciclopi e i centimani, perché non era certo della loro lealtà.
Sotto il regno di Crono la terra conobbe l'età dell'oro, ma quando gli tornò alla mente la predizione lanciata da Urano morente che sarebbe stato spodestato da un suo figlio, iniziò a vivere nel sospetto e, dal terrore, si diede a divorare ogni figlio che nasceva. prima Estia, poi Demetra ed Era, a seguire Ade ed infine Poseidone, figli però che essendo immortali non potevano morire, ma rimanevano prigionieri dentro di lui, nelle sue viscere.
Inghiottì cinque figli, ma il sesto Rea, furibonda col marito, volle salvarlo, si chiamava Zeus. Al posto del figlioletto mise un grosso sasso tra i bianchi lini e lo diede a Crono, come se quello fosse l'ultimo nato e, come al solito, Crono lo divorò così come stava senza sospettare alcun inganno.
La madre il figlio lo nascose in una caverna del monte Ida nell'isola di Creta, affidato alle cure di due Ninfe, allattato dalla capra Amaltea, nutrito col miele che gli forniva l'ape Panacride e un'aquila gli portava ogni giorno il nettare dell'immortalità.
Zeus fu grato alle ninfe per la loro bontà e alla capra che lo aveva nutrito, così quando divenne signore dell’universo immortalò la sua immagine tra le stelle, immagine che divenne la costellazione del Capricorno.
Prese poi in prestito una delle sue corna che erano tanto grandi da sembrare corna di vacca e la diede alle due ninfe, il corno divenne la famosa cornucopia, o corno dell’abbondanza, che trabocca di cibo e bevande non appena lo si desideri.
Attorno alla dorata culla di Zeus bambino, appesa ai rami di un albero, montavano la guardia i Cureti, figli di Rea.
Affinché Crono non potesse trovare suo figlio, né in cielo e né in terra, essi battevano le spade contro gli scudi e gridavano a squarciagola per coprire i vagiti del piccolo, perché il padre non potesse udirli nemmeno da lontano.
Col passare del tempo tuttavia, Crono cominciò a sospettare la verità e si mise a inseguire Zeus, che trasformò se stesso in serpente e le sue nutrici in due orse (Maggiore e Minore), ecco perché brillano in cielo la costellazione del Serpente e delle Orse.
























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