Maroni-Trasparente-02-tiny.pngZenta d'na volta e zenta d'adès

S’t sint i zcheurs dla zenta d’na volta,

in fa che doi che dla miseria e dla faèna i n’avòiva un sach e una sporta;

che s’una renga i magneva in si-sèt smulghendji e’ paèn

e che una zvòla e una pida sèca l’era e’ magné ‘d quant ch’j andeva a bat e’ graèn.

S’la scheusa ch’j andeva 't la cisa a doi un po’ d patèr,

i burdlaz i rubeva prinfena agl’j òs-ci 't e’ tabernaècval sòura l’altaèr.

Mè da chi dè a s’era un burdèl

e a doila tota an m’arcord ‘d incvèl,

mo d’una ròba a sò sicheur,

che s’t fivi un zoir ‘d stres ma chi meur,

ta t’imbativi in di fat mardeun che t’avanzivi a le cmè un pataca,

parchè l’era fadoiga a capoi s’l’era merda d’un cris-cen o d’una vaca.

Fa pu tè che ta ifines ‘d dròinta s’un pì,

ut vlòiva un dè a strisé la scaèrpa 't l’erba par mandaèla vì.

Òz, ch’a s’inguzem tot cmè di sgulmì,

e che a butem zò cvintel ‘d luvarì,

al savoi sa chè ch’a cnem baziléé? Sla stitichèza!

Un gn’è guasi piò niseun ch’e vaga de’ corp s’un po’ ‘d naturalèza:

chel ‘d supòsti ‘d glicerina, loitar ‘d “Guttalax” o ad “lassativo Giuliani”,

ròbi che sa quel ch’us magna, u s’avria da faè di streunz da misurei a spani.

Gente del passato e gente del presente

Se ascolti i discorsi della gente di una volta, 

non fan che dire che della miseria e dalla fame ne avevano un sacco e una sporta;

che con una aringa mangiavano in sei o sette con la piada da tocciare, 

e una cipolla e una piada secca era il mangiare di quando andavano a trebbiare. 

Con la scusa che andavano un po’ in chiesa a pregare, 

i ragazzetti rubavano persino le ostie nel tabernacolo sopra l’altare. 

Io in quei giorni era un bambinello,

e a dirla tutta non mi ricordo di ogni fatterello,  

ma di una cosa sono sicuro, 

che se facevi un giro vicino a qualche muro 

ti imbattevi in certi merdoni che rimanevi lì come un patacca, 

perché era fatica capire se era merda di un cristiano o di una vacca. 

Pensa poi che se ci finivi dentro con un piede purchessia, 

ti ci voleva una giornata a strisciare la scarpa nell’erba per mandarla via. 

Oggi che ci ingozziamo tutti come gran golosoni, 

e che ingoiamo quintali di cibi buoni,

lo sapete con che cosa dobbiamo combattere? Con la stitichezza! 

Non c’è quasi più nessuno che vada di corpo con un po’ di naturalezza: 

chili di supposte di glicerina, litri di Guttalax o di Lassativo Giuliani, 

con quello che si mangia, si dovrebbero espellere degli stronzi disumani.

LE STORIE DEL MAESTRO PIERO - IL LIBRO

Ultimi Commenti

Nadiavitali Vitali ha inserito un commento in A Savignano sul Rubicone apre il nuovo Ambulatorio AFT
Mi. Piace.
Fabio Dellamotta ha inserito un commento in UN QUIZ PER L'ESTATE
Difficile davvero, però su due tenterei: quello tra te e il religioso potrebbe essere Lanfranco "Gia...
Che bravi, noi romagnoli abbiamo una marcia in più.
Mario Venturini ha inserito un commento in LANGHE - 17
Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...

LE STORIE DEL MAESTRO PIERO - IL LIBRO

Ultimi Commenti

Nadiavitali Vitali ha inserito un commento in A Savignano sul Rubicone apre il nuovo Ambulatorio AFT
Mi. Piace.
Fabio Dellamotta ha inserito un commento in UN QUIZ PER L'ESTATE
Difficile davvero, però su due tenterei: quello tra te e il religioso potrebbe essere Lanfranco "Gia...
Che bravi, noi romagnoli abbiamo una marcia in più.
Mario Venturini ha inserito un commento in LANGHE - 17
Ci stanno irretando anche il cielo ,ma non importa , è colpa del popolo populista Che probabilmente ...