Dal greco poiéo (faccio, produco, creo), a San Mauro marca una significativa presenza. Grazie a Pascoli ovviamente. Al quale il paese natale ha dedicato e dedica molte energie: dalla gestione e promozione di luoghi, come la casa natale e la Torre, all'organizzazione di manifestazioni. Da queste ultime prenderò l'abbrivio. Il Premio Pascoli di poesia in lingua italiana e in dialetto (di recente è stato introdotto, ad anni alterni col dialetto, il premio all'opera prima in italiano) è nato quindici anni fa per iniziativa di Sammauroindustria, associazione pubblico-privato per la promozione della cultura con particolare attenzione a quella “sammaurese”; ha portato a San Mauro i migliori poeti italiani e pure, nell'ambito del premio alla carriera, alcuni stranieri. Il Giardino della poesia, titolo che allude al giardino di Casa Pascoli, è un festival organizzato dall'amministrazione comunale, che si svolge nei luoghi pascoliani (i poc'anzi citati: casa natale e Torre), ed è giunto alla diciannovesima edizione. Altre importanti manifestazioni di poesia, sia sul versante della lettura sia su quello della riflessione, promosse in gran parte dall'Accademia Pascoliana, si tennero e si tengono per conservare e diffondere la memoria di Pascoli. Zvan o Zvanòin (Giovanni o Giovannino in puro sammaurese) o, come egli stesso scrive in La voce, Zvanî, per ragioni poetiche, di rima in particolare, e/o facendo risuonare il dialetto ravennate del padre, è uno dei principali poeti della letteratura italiana. Nato a San Mauro di Romagna (31 dicembre del 1855) che, dall'inizio degli anni Trenta, divenne San Mauro Pascoli, bel presto sfrattò, per usare un suo verbo di Colascionata Iª. A Severino Ferrari Ridiverde, facendo ritorno in modo sporadico. In modo costante, invece, ritornò con la sua poesia che si nutre del paese natale. Così le sue opere principali: Mirycae, buona parte dei Canti di Castelvecchio, echi importanti in Poemetti e non solo. Se questo è un assai sommario resoconto su Pascoli, attorno al quale, per altro, esiste una bibliografia sterminata e ruota, si parva licet componere magnis, buona parte di questo minilessico, non può mancare un rapido catalogo di autori sammauresi. Che hanno “una biografia a rischio” (così Folco Portinari in un articolo su Giovagnoli), scaturendo immediato il confronto con Zvanî. Nell'elenco saranno fornite, stante la natura del presente libro, maggiori informazioni sugli autori la cui opera presenta nessi tematici o linguistici (il dialetto) con San Mauro. Benedetto Ballani ha pubblicato negli anni Trenta una raccolta, prevalentemente di sonetti, poi rieditata nel dopoguerra. Stefano Campana, dalla vita breve ma intensa e multiforme, è da ricordare anche come poeta. Franca Fabbri s'è trasferita da Rimini a San Mauro, ha ricevuto premi ed è presente in antologie. Autrice di cinque raccolte, il suo libro d'esordio del 1997 è stato tradotto in tedesco. Ombretta Garofani a partire dal 2001 è autrice di quattro raccolte. Monica Gori, cresciuta a San Mauro, ha scritto un libro nel 2012. Rosino Maranesi, interprete valente, ha esordito nel 2004, al suo attivo quattro raccolte. La fabbrica, una poesia da lui più volte detta, riflette la sua esperienza nell'industria calzaturiera locale. Simone Maranesi, figlio di Rosino, ha scritto un volume. Entrambi sono emigrati all'estero. Paolo Marconi è autore di una raccolta musicata e incisa su cd. Achille Mazzotti ha esordito nel 1984 e ha dedicato la sua terza opera a Guglielmo Giovagnoli. Nato e cresciuto a San Mauro, attualmente vive a Pesaro. Urbano Nicoletti ha scritto quattro libri di racconti e poesie raccolti nel 2008 in un unico volume. Caterina Tisselli ha esordito nel 1992, pluripremiata, presente in antologie e tradotta all'estero, ha pubblicato oltre dieci raccolte. Nella sua edicola a San Mauro Mare ha introdotto L'angolo della poesia, una bacheca riservata ai poeti che s'è tradotta in alcune antologie. Giuseppe Scocchetti ha pubblicato un libro quand'era residente a San Mauro. Imperia Tognacci, nativa sammaurese, s'è trasferita a Roma. Molte le pubblicazioni al suo attivo e i premi conseguiti. Presente in antologie, a lei è stata dedicata di recente una monografia che, nel sottotitolo, la definisce “poetessa di San Mauro Pascoli”. Passiamo alla lingua autoctona. Nello Canducci è nato a San Mauro, emigrato a Cernusco sul Naviglio, ha pubblicato: t'e Paiòis ad Pascoli (Nel Paese di Pascoli, 1993); Poesie omonime (2003) in cui accosta suoi versi a quelli di Giovagnoli; e tai dal TMARI (Il taglio delle tomaie, s.d.) dov'è esplicito il rifermento al lavoro dei calzolai; ha scritto anche in italiano. Guglielmo “Mino” Giovagnoli è autore di una sola opera E zapatìn dal chèsi (Lo zampettino delle case, 1988, rieditata con dodici inediti nel 2003), che contiene oltre 150 titoli, è stata premiata, e, dal nostro particolare punto di vista, costituisce un “saggio” formidabile di antropologia e sociologia sammaurese del Novecento. Gianfranco Miro Gori (parlo di me, come s'usa, in terza persona), presente in antologie e tradotto in inglese, è autore di quattro opere: Strafócc (Cianfrusaglie, 1995), Gnént (Niente, 1988), Cantèdi (Cantate, 2008), E' cino, la gran bòta, la s-ciuptèda (Il cinema, il gran botto, la schioppettata, 2014); soprattutto nella prima abbondano i riferimenti sammauresi. Fulvio Gridelli, assai giovane, ha pubblicato versi su rivista. Piero Maroni ha appena esordito nella rete con At fata zénta storie della vecchia San Mauro. Maria Rocchi Pagliarani ha pubblicato Pansir scrét se lapis (Pensieri scritti col lapis, 2001) dove appaiono vicende locali. Gino Stacchini è autore di due libri: Lo scatto dell'ala. 15 anni di Juventus (2007) e “Una fóla biénca e nira” (Una favola bianca e nera, 2015) in prevalenza a tema juventino ma pure memori della piccola patria sammaurese. Walter Zannoni ha scritto La mi pròima vólta (La mia prima volta, 2010). Concludo citando Oda Bersani che è originaria di San Mauro ma scrive in dialetto longianese. Poesia
- Categoria: Mini lessico della Sammauresità
Dal greco poiéo (faccio, produco, creo), a San Mauro marca una significativa presenza. Grazie a Pascoli ovviamente. Al quale il paese natale ha dedicato e dedica molte energie: dalla gestione e promozione di luoghi, come la casa natale e la Torre, all'organizzazione di manifestazioni. Da queste ultime prenderò l'abbrivio. Il Premio Pascoli di poesia in lingua italiana e in dialetto (di recente è stato introdotto, ad anni alterni col dialetto, il premio all'opera prima in italiano) è nato quindici anni fa per iniziativa di Sammauroindustria, associazione pubblico-privato per la promozione della cultura con particolare attenzione a quella “sammaurese”; ha portato a San Mauro i migliori poeti italiani e pure, nell'ambito del premio alla carriera, alcuni stranieri. Il Giardino della poesia, titolo che allude al giardino di Casa Pascoli, è un festival organizzato dall'amministrazione comunale, che si svolge nei luoghi pascoliani (i poc'anzi citati: casa natale e Torre), ed è giunto alla diciannovesima edizione. Altre importanti manifestazioni di poesia, sia sul versante della lettura sia su quello della riflessione, promosse in gran parte dall'Accademia Pascoliana, si tennero e si tengono per conservare e diffondere la memoria di Pascoli. Zvan o Zvanòin (Giovanni o Giovannino in puro sammaurese) o, come egli stesso scrive in La voce, Zvanî, per ragioni poetiche, di rima in particolare, e/o facendo risuonare il dialetto ravennate del padre, è uno dei principali poeti della letteratura italiana. Nato a San Mauro di Romagna (31 dicembre del 1855) che, dall'inizio degli anni Trenta, divenne San Mauro Pascoli, bel presto sfrattò, per usare un suo verbo di Colascionata Iª. A Severino Ferrari Ridiverde, facendo ritorno in modo sporadico. In modo costante, invece, ritornò con la sua poesia che si nutre del paese natale. Così le sue opere principali: Mirycae, buona parte dei Canti di Castelvecchio, echi importanti in Poemetti e non solo. Se questo è un assai sommario resoconto su Pascoli, attorno al quale, per altro, esiste una bibliografia sterminata e ruota, si parva licet componere magnis, buona parte di questo minilessico, non può mancare un rapido catalogo di autori sammauresi. Che hanno “una biografia a rischio” (così Folco Portinari in un articolo su Giovagnoli), scaturendo immediato il confronto con Zvanî. Nell'elenco saranno fornite, stante la natura del presente libro, maggiori informazioni sugli autori la cui opera presenta nessi tematici o linguistici (il dialetto) con San Mauro. Benedetto Ballani ha pubblicato negli anni Trenta una raccolta, prevalentemente di sonetti, poi rieditata nel dopoguerra. Stefano Campana, dalla vita breve ma intensa e multiforme, è da ricordare anche come poeta. Franca Fabbri s'è trasferita da Rimini a San Mauro, ha ricevuto premi ed è presente in antologie. Autrice di cinque raccolte, il suo libro d'esordio del 1997 è stato tradotto in tedesco. Ombretta Garofani a partire dal 2001 è autrice di quattro raccolte. Monica Gori, cresciuta a San Mauro, ha scritto un libro nel 2012. Rosino Maranesi, interprete valente, ha esordito nel 2004, al suo attivo quattro raccolte. La fabbrica, una poesia da lui più volte detta, riflette la sua esperienza nell'industria calzaturiera locale. Simone Maranesi, figlio di Rosino, ha scritto un volume. Entrambi sono emigrati all'estero. Paolo Marconi è autore di una raccolta musicata e incisa su cd. Achille Mazzotti ha esordito nel 1984 e ha dedicato la sua terza opera a Guglielmo Giovagnoli. Nato e cresciuto a San Mauro, attualmente vive a Pesaro. Urbano Nicoletti ha scritto quattro libri di racconti e poesie raccolti nel 2008 in un unico volume. Caterina Tisselli ha esordito nel 1992, pluripremiata, presente in antologie e tradotta all'estero, ha pubblicato oltre dieci raccolte. Nella sua edicola a San Mauro Mare ha introdotto L'angolo della poesia, una bacheca riservata ai poeti che s'è tradotta in alcune antologie. Giuseppe Scocchetti ha pubblicato un libro quand'era residente a San Mauro. Imperia Tognacci, nativa sammaurese, s'è trasferita a Roma. Molte le pubblicazioni al suo attivo e i premi conseguiti. Presente in antologie, a lei è stata dedicata di recente una monografia che, nel sottotitolo, la definisce “poetessa di San Mauro Pascoli”. Passiamo alla lingua autoctona. Nello Canducci è nato a San Mauro, emigrato a Cernusco sul Naviglio, ha pubblicato: t'e Paiòis ad Pascoli (Nel Paese di Pascoli, 1993); Poesie omonime (2003) in cui accosta suoi versi a quelli di Giovagnoli; e tai dal TMARI (Il taglio delle tomaie, s.d.) dov'è esplicito il rifermento al lavoro dei calzolai; ha scritto anche in italiano. Guglielmo “Mino” Giovagnoli è autore di una sola opera E zapatìn dal chèsi (Lo zampettino delle case, 1988, rieditata con dodici inediti nel 2003), che contiene oltre 150 titoli, è stata premiata, e, dal nostro particolare punto di vista, costituisce un “saggio” formidabile di antropologia e sociologia sammaurese del Novecento. Gianfranco Miro Gori (parlo di me, come s'usa, in terza persona), presente in antologie e tradotto in inglese, è autore di quattro opere: Strafócc (Cianfrusaglie, 1995), Gnént (Niente, 1988), Cantèdi (Cantate, 2008), E' cino, la gran bòta, la s-ciuptèda (Il cinema, il gran botto, la schioppettata, 2014); soprattutto nella prima abbondano i riferimenti sammauresi. Fulvio Gridelli, assai giovane, ha pubblicato versi su rivista. Piero Maroni ha appena esordito nella rete con At fata zénta storie della vecchia San Mauro. Maria Rocchi Pagliarani ha pubblicato Pansir scrét se lapis (Pensieri scritti col lapis, 2001) dove appaiono vicende locali. Gino Stacchini è autore di due libri: Lo scatto dell'ala. 15 anni di Juventus (2007) e “Una fóla biénca e nira” (Una favola bianca e nera, 2015) in prevalenza a tema juventino ma pure memori della piccola patria sammaurese. Walter Zannoni ha scritto La mi pròima vólta (La mia prima volta, 2010). Concludo citando Oda Bersani che è originaria di San Mauro ma scrive in dialetto longianese. -
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