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Massimo Magnani PrimarioMissione otorinolaringoiatrica di volontariato a Mutoko in Zimbabwe con il dottor Massimo Magnani di San Mauro Pascoli, primario all’ospedale Bufalini

Dopo uno stop di due anni e oltre per la pandemia si sono riaperti i contatti con Mutoko, un distretto rurale dello Zimbabwe dove si trova il Luisa Guidotti Hospital, nella missione di All Souls. Qui svolge la sua attività di missionario Massimo Migani, odontoiatra di Rimini trasferitosi dal 2010, dopo un percorso vocazionale. Il sammaurese Massimo Magnani, primario otorinolaringoiatra dell’ospedale Bufalini di Cesena, è invece alla quarta missione. Uno dei progetti principali è “Progetto Cuore”, iniziato nel 1985, che permette ai bambini cardiopatici provenienti da tutto lo Zimbabwe di essere operati in Italia. In quell’ospedale l’attività chirurgica è limitata ai parti cesarei e ai trattamenti odontoiatrici. Il primo incontro tra Massimo Magnani e Massimo Migani è avvenuto all’ospedale Bufalini, dove è nata l’idea di portare aiuto alla povera gente dello Zimbabwe.

Nelle precedenti missioni si era provveduto anche a sistemare le sale operatorie, grazie alla collaborazione con altri volontari della comunità di Castelvecchio di Savignano, e alla formazione del personale di sala. Dopo mesi di preparazione il team è partito a novembre. Il gruppo di sanitari era composto oltre che da Massimo Magnani, anche da Daniele Bellantonio, anestesista del Bufalini; Simona Gabanelli assistente odontoiatrica di Forlimpopoli; Anna Bonsembiante, otorinolaringoiatra di Montebelluna; Daniele Bugada, otorino, e sua sorella Maura, geriatra, di Bergamo; Isotta Campomagnani specializzanda Orl di Milano. Ciascuno dei componenti ha compiuto la missione gratuitamente e utilizzando le ferie.

«Al Luisa Guidotti Hospital – riferisce Magnani – tutto il personale con cui abbiamo avuto la fortuna di lavorare (inservienti, infermieri, interpreti, medici) è stato di una gentilezza e collaborazione fantastica. Abbiamo lavorato fianco a fianco dalla mattina alla sera eseguendo anche alcune operazioni difficoltose. Qui la mancanza di mezzi e di denaro è enorme. Lo stipendio medio si aggira sui 300-500 dollari al mese e una tac ne costa circa 200 e la risonanza magnetica tra i 500 e 1000. Questi esami possono essere eseguiti in strutture private e nella capitale Harare. Anche la possibilità di curarsi si è ridotta negli ultimi anni: si stima che circa 4.000 operatori sanitari si siano trasferiti in Paesi con una qualità di vita migliore. A farne le spese sono coloro che vivono in aree rurali, come il distretto di Mutoko, in cui la difficoltà all’accesso alle cure spinge le persone verso guaritori locali. In generale, in Zimbabwe le visite e gli interventi sono a pagamento, per cui riuscire ad essere operati al Luisa Guidotti Hospital, con un costo minimo rispetto ad altre realtà del Paese, consente di poter riprendere una vita normale. Molti degli interventi che abbiamo fatto vengono eseguiti solo negli ospedali centrali e spesso c’è carenza di farmaci. Durante le due settimane di permanenza abbiamo eseguito numerose visite mediche e 30 interventi chirurgici, di cui 13 in anestesia generale. In particolare, abbiamo eseguito interventi di tiroidectomia, asportazione di ghiandole salivari e di lipomi. Abbiamo anche operato 2 bimbi di adenoidotomia e una mamma appena l’abbiamo rivista ci ha detto in inglese “può respirare”. Tutti ci hanno ringraziato per il lavoro e ci hanno chiesto di ritornare. Una signora a cui abbiamo tolto un piccolo lipoma della fronte ci ha ringraziato dicendo “finalmente posso tornare a camminare fra la gente”. La speranza è che altri otorinolaringoiatri e anche chirurghi di altre specialità possano affiancarci in missioni future. Ringraziamo tutti coloro che hanno sostenuto economicamente noi e l’All Souls Mission. In particolare, la Fondazione Marilena Pesaresi di Rimini, da sempre al fianco della missione di Mutoko, i Lions Club del Rubicone e Rimini Host che si sono mobilitati per fornire un supporto economico concreto a questo ospedale».

Corriere Romagna

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