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SAN MAURO PASCOLI – Andrea e Claudia sono una coppia come tante. Vita insieme che va bene e un sogno condiviso: avere dei figli. Claudia rimane incinta e arriva la bella sorpresa: si tratta di due gemelli. Per essere più precisi di due gemelle. Tutto va a gonfie vele fino al momento del parto, quando arrivano tutta una serie di problemi sottovalutati dai medici. Marta infatti nasce e muore in un soffio, Giulia si salva per un pelo. Ma in che modo? I freddi documenti dei medici parlano di una patologia multiorgano, che detta così non dice nulla. In realtà nasce cieca, tetraplegica e con tanti altri problemi che non è il caso di elencare. Risultato: una coppia che già pregustava il sapore di una bambina si trova a fare i conti con la disabilità più acuta che ci potesse essere. Era il 2002. Oggi però con tanta forza e con una immensa fede Andrea a Claudia vivono ogni giorno questa esperienza senza nascondere le difficoltà della quotidianità. E la comunità parrocchiale si è stretta intorno a loro raccogliendo oltre 37 mila euro, per sostenere le cure di Giulia in un centro negli Stati Uniti. “Siamo andati a New York con Giulia nell’agosto scorso e ci siamo rimasti fino a novembre – racconta Andrea – Non nascondo che è stato un viaggio della speranza, di quelli che spesso si leggono nei giornali. Giulia necessitava (necessita tuttora) di cure fisioterapiche di un certo tipo che solo il centro ad alta specializzazione negli Stati Uniti era in grado di offrire”.

Come è tornata Giulia dopo quel viaggio?

“Adesso è molto più sciolta e i suoi arti sono molto più rilassati. Basti pensare che in Italia quando faceva della fisioterapia piangeva dopo appena un’ora. Negli States stava 5-6 ore senza battere ciglio. Non ci facciamo illusioni, i miracoli solo Dio li fa, e quindi nostra figlia disabile era e disabile è rimasta. Però è certamente migliorata. Facciamo di tutto per dargli un po’ di benessere. Contiamo di ritornare anche il prossimo anno dove ci è stata prospettata la possibilità di un intervento”

La cure di Giulia sono costose?

“Parecchio, visto che si tratta di un Centro specializzato in America. Colgo l’occasione per ringraziare tutta la comunità parrocchiale che ci ha sostenuto, sia rimanendo vicino a noi sia raccogliendo una cifra, decisamente esorbitante, per le cure di Giulia. Non ci aspettavamo una mobilitazione di paese di questo tipo”.

Come è cambiata la vostra vita con l’arrivo di Giulia?

“Totalmente. Quando inizi a vivere situazioni di questo tipo inizi a chiederti ed a capire tante cose. Prima, per esempio, pensavi che il guadagno o la bella macchina fossero importanti. Poi, quando entri nel mondo della disabilità, incominci a vedere tutto in modo diverso e quella macchina che prima vedevi bella ora la pensi in funzione di come può trasportare nel modo migliore Giulia. Senza nascondere le difficoltà che ci sono, come coppia ci sentiamo più uniti: a volte basta uno sguardo tra noi per intenderci e trovare una soluzione insieme. E in questo la fede ci aiuta parecchio”.

Filippo Fabbri

(Tratto dalla “Lettera Mensile della Parrocchia”, dicembre 2006)
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