Logo new 02

Logo Sanmauropascolinews

di Piero Maroni

trebbiaturaLa trebbiatura consiste nella separazione dei chicchi di grano dalla paglia e dalla pula, l'involucro che avvolge i chicchi del grano, e che nel passato è stata eseguita in vari modi:

1) con il correggiato, in dialetto (la zèrcia) che era uno strumento agricolo, impiegato un tempo dai contadini per la "battitura" del grano, termine questo che si è tramandato negli anni a venire, tanto che ancora oggi si dice “battere il grano” (bat e' graèn). Consisteva in due aste di legno, una più lunga e una più corta, collegate da una cinghia di cuoio. L'attrezzo veniva impugnato per l'asta lunga, si faceva roteare sopra il capo il corpo dell'attrezzo e lo si batteva poi sulle spighe del grano stese sull'aia e così si distaccava il grano dalla pula. Oltre che per trebbiare il grano si usava anche per sgranare i legumi secchi, quali fagioli, fave e piselli.

2) col calpestio degli animali che consisteva nel far camminare in circolo degli animali, in particolare bovini, sopra il grano disteso sull'aia e il contadino rivoltava il grano col forcale (e' furcaè) dopo il passaggio degli animali.

3) con lo sfregamento di una pietra che consisteva nel trascinamento di una grossa pietra ad opera  dei buoi sul grano disteso sull'aia. Il lato della pietra a contatto col grano era provvisto di scanalature per la fuoriuscita dei chicchi di grano dalle spighe.

Dopo aver trebbiato il grano con ciascuno di questi tre metodi, era necessario separare il chicco dalla paglia e dalla pula. Occorreva per tale scopo una giornata ventosa, si stendeva in terra un telo, con una pala si raccoglieva il grano battuto e si portava la pala all'altezza della spalla, se ne lasciva cadere contro vento una piccola quantità alla volta: il vento portava via la pula e il chicco cadeva sul telo, poi veniva raccolto e insaccato, ma vi era comunque sempre una buona dose di dispersione 

Nella seconda metà del 1800 fece la sua comparsa la macchina e i vecchi metodi vennero abbandonati, tutto cominciò a cambiare e non è un caso che una delle prime macchine introdotte in agricoltura sia stata proprio la trebbiatrice meccanica. La trebbiatrice in Italia, un tempo era detta anche "macchina per battere il grano", dalle nostre parti era più semplicemente “la machina da bat”. Anche queste macchine ora appartengono al passato, sostituite dalle mietitrebbie che eseguono la trebbiatura contemporaneamente alla mietitura in poco tempo e col minimo utilizzo di personale. Oggi una grande mietitrebbia arriva in un campo di grano e in poche ore il cereale è tutto mietuto, trebbiato e trasportato ai magazzini con una sola operazione!

Nei tempi più lontani le prime trebbiatrici lavoravano con motori a vapore e sia la trebbiatrice che la motrice erano trainati dai buoi. Solo negli anni trenta apparvero  trebbiatrici con motori a scoppio che servivano sia per il traino che per il funzionamento della stessa macchina che era collegata al trattore con una robusta cinghia di spesso cuoio che trasmetteva il movimento alle pulegge che azionavano la macchina.

Per svolgere il lavoro alla macchina da battere servivano numerose persone, sicuramente non meno di una ventina. Alcune prelevavano le cove dal barco (e' baèrch) e le lanciavano alle persone che con un coltello le slegavano e altri operai le infilavano nell'imboccatura della macchina spingendoli verso i battitori meccanici che all'interno della stessa provvedevano a separare i chicchi dalla pula e dalla paglia. Altri lavoratori raccoglievano in mezzo ad un'incredibile polvere, la paglia con le forche di legno (faè al furcaèdi) che poi passavano ad altri operai (i pajarul)  che avrebbero innalzato i pagliai (i pajer). Mentre alcune donne o gli operai più anziani con un'asse e una corda trascinavano via la pula (la peula) che si ammucchiava sotto la macchina. I chicchi puliti scendevano dalla parte opposta all'uscita della paglia, venivano insaccati in balle di iuta e portati sotto il portico dove venivano pesati, registrati e poi ammucchiati da qualche parte. (continua)

Pin It

Aggiungi commento

Regole per aggiungere nuovi commenti:
* i commenti degli utenti registrati (che hanno fatto il login) vengono visualizzati immediatamente;
* i commenti degli utenti non registrati vengono pubblicati dopo essere stati valutati dalla Redazione (la registrazione è gratuita);


Codice di sicurezza
Aggiorna