Sanmauropascolinews.it

Sanmauropascolinews.it

Nuvoloso

22.22°C

Nuvoloso
Umidità: 77%
Vento: S a 8.08 K/H
Venerdì
Temporali sparsi
15°C / 25°C
Sabato
Pioggia
11.11°C / 18.33°C
Domenica
Acquazzoni
9.44°C / 18.33°C

di Piero Maroni

Pascoli GiovanniIl giorno 2 del mese di maggio 1897 il poeta, accompagnato dalla sorella Maria, sarà a S. Mauro, desiderava farlo in incognito per vedere “[...] i calzolai con quel tagliuzzato grembiule di pelle tinto di pece e di anilina.”. Ma Pietro Guidi fece trapelare la notizia sicché fu accolto da una folla festosa, ma non mancò di far visita alla fattoria dell'amico Tosi dove fu gradito ospite. Dopo quel breve soggiorno nel paesello natio, seguì un'accorata lettera ai cittadini sammauresi come ringraziamento per l'accoglienza ricevuta. “Miei cari amici, miei buoni concittadini, tornato al mio eremitaggio, in faccia alle creste taglienti dell'Alpi Apuane che hanno per me la bellezza ma non hanno il ricordo, presso il sussurro continuo di fiumi e botri la cui voce mi parla ma non mi culla; tornato ai miei lavori e ai miei studi, o cari fratelli, io mi trovo con gli occhi ancora bagnati dalle lagrime di quel giorno, di quel 2 maggio indimenticabile![...]”.

E non meno accorata era la lettera inviata al Tosi: “Carissimo ingegnere e Sindaco, rinnovo di lontano i miei ringraziamenti. Io sono stato in due giorni felice per una vita intera! Io non mi lagno più di nulla, e mi par d'avere avuto dal destino o dalla provvidenza la mia porzione giusta di contentezza. E ringrazio la signora Adelina, che baciò con tanto affetto la mia sorella amatissima, e la signora Emma e la Signorina Giulia. Siano benedette! Siano felici! E sia felice lei, caro ingegnere, della loro felicità! E benedetto delle benedizioni di tutto il paese. L'abbraccio con le lagrime ancora agli occhi, da quel giorno!”.

Come si vede il poeta si rivolge al Tosi col “lei” e in modo piuttosto formale, pesavano gli 8 anni della maggiore età dell'amico, solo verso la fine del 1897 su richiesta del Tosi stesso assumerà un tono più confidenziale chiamandolo “Poldo” e più spesso usando “carissimo” o “carissimo amico”.

L'epistolario pascoliano, come è noto, è di dimensioni sterminate, il carteggio col Tosi non rientra certamente tra i più importanti, ma la durata negli anni e il tono sempre più intimo, fan sì che queste lettere consentano una ulteriore e più profonda conoscenza del mondo del Pascoli, dei suoi progetti, delle sue ansie, delle sue glorie e delle sue delusioni, realtà e sensazioni che il Tosi faceva proprie e con atteggiamento paterno cercava in ogni occasione di rispondere alle sollecitazioni che gli provenivano da un corrispondente così speciale e particolare.

Sin dalla prima lettera il Tosi dichiara la propria totale ammirazione e quella dell'intero paese che egli rappresentava in qualità di Sindaco, sentimenti questi che il Pascoli accoglieva con grande soddisfazione. “[...]Oh! Io amo infinitamente l'angolo della terra dove sono nato, dove sono sepolti i miei cari! E se il mio nome avesse a vivere oltre la mia morte, sonerebbe sempre accanto a quello della mia piccola povera e amatissima patria.”. Scriveva da Livorno nel luglio del 1895.

Non da meno è la risposta al messaggio di plauso inviatogli dal Consiglio comunale l'anno successivo in occasione della sua nomina a professore straordinario di Grammatica latina e greca presso l'Università di Bologna: “[...] Io ringrazio dal profondo del cuore ricordevole tutti i miei cari concittadini, di tale onore che mi è, lo confesso, più gradito ancora della nomina stessa... Vorrei vorrei fare davvero qualche cosa di degno per onorare il dolce paesello a cui corre sempre il mio pensiero con inestinguibile amore.

Pin It