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di Piero Maroni

Pertini a San MauroNel 1967 subentrò in qualità di Segretario della Fondazione Fermo Fellini di Savignano, uomo di solida cultura e membro della locale Accademia dei Filopatridi con importanti ruoli di responsabilità propose nella seduta di Consiglio del 2 marzo 1967, di costituire a San Mauro un’Accademia dedicata al Pascoli che raccogliesse uomini di cultura e appassionati della poesia pascoliana con “il fine di divulgare e tramandare ai posteri il culto, l'amore e l'interesse per la poesia di Giovanni Pascoli.”.

Con delibera del 2 agosto 1967 era istituita l’Accademia Pascoliana.

Lo Statuto ricalcava ovviamente quello della Filopatridi, le intenzioni erano lodevoli ma non decollò più di tanto perché rimase all’interno della Fondazione stessa senza potersi dotare di un autonomo strumento gestionale per l’intervento della Prefettura di Forlì che fece presente che le iniziative culturali dovevano essere gestite dalla fondazione e non da un nuovo e diverso Consiglio Direttivo. In questo modo la neonata Accademia non poteva che limitare la propria attività ad una distribuzione di diplomi, attestati e medaglie a individui più o meno degni di tale onorificenza.

Si dovrà giungere al novembre del 1981, quando il Consiglio della Domus di quel  tempo conferirà all’Accademia Pascoliana una propria personalità giuridica e culturale, ma su questo argomento ritorneremo più avanti.

Tornando al ‘67, contrariamente a quanto avveniva in passato, quando era il Comune a gestire l’attività culturale pascoliana, ora era la Domus Pascoli a farsi promotrice delle varie iniziative sotto la spinta di Vincenzo Riccomi, per cui ogni anno, in primavera, si organizzava una manifestazione in onore dell’illustre concittadino a cui partecipavano alunni delle Scuole Elementari e Medie.

Nella manifestazione del ‘68, annunciata con pubblico manifesto, il programma prevedeva alle ore 10,30 – La santa Messa a casa Pascoli; alle ore 11,15 presso il Teatro Comunale (ex casa del Fascio) il Direttore Didattico e un docente di Scuola Media (Luigi Garattoni e Angelini Raffaella) avrebbero illustrato la figura del Pascoli; recita di poesie pascoliane da parte degli alunni delle Sc. El. e Medie ed infine esecuzione dell’Inno a Roma Eterna del coro degli alunni della Scuola Elementare diretti dal m° Raschi Marcello  .

Con modalità più o meno simili la cerimonia si ripeterà anche negli anni successivi scegliendo i relatori fra i docenti di Italiano della locale Scuola Media (Enrico Pollini, Arnaldo Bartolini, ecc…) ed introducendo concorsi a premi per il miglior tema o disegno sulla vita del Poeta e di qui l’idea di istituire il premio nazionale Pascoli di poesia con richiesta di fondi al Ministero della Pubblica Istruzione, la cosa però non ebbe seguito.

La manifestazione più importante fu quella del 26 novembre 1972, nel 60° della morte del poeta, quando nel teatro Novelli di San Mauro P., Succi Elmo, Presidente della Domus Pascoli aprì i lavori della giornata portando il saluto suo personale e quello della Fondazione da lui rappresentata e lasciò poi la parola per la commemorazione ufficiale al prof. Carlo Bo, rettore dell’Università di Urbino.

In sala era presente l’on. Sandro Pertini, presidente della Camera dei deputati che non intervenne in alcun modo con un suo discorso, si limitò ad un breve saluto col quale ringraziava Jaurès che lo aveva invitato tramite i buoni uffici dell’on. Servadei.

A seguire, Pertini visitò casa Pascoli mentre le attività era in atto, accolto  dalla nuova Superiora sr. Mariapia Mauri, a cui chiese se c’era qualcosa che poteva fare di utile per la scuola.  “Servirebbe un pianoforte!”. Fu la richiesta della Superiora. Un sorriso come d’intesa del Presidente della Camera ed entro il mese successivo un pianoforte nuovo di zecca venne collocato in un’aula della Scuola Materna.

Agli inizi degli anni 70 l’autorità del Presidente Jaurès raggiunse l’apice e conseguentemente cresceva il prestigio e la fama della Fondazione di cui si avvertiva in maniera sempre più tangibile la sua presenza.

Intanto il numero degli iscritti raggiungeva i 147 e, per venire incontro ai bisogni delle famiglie impegnate nel lavoro, si protrasse l’orario scolastico fino alle 18, anno questo in cui si aprì la prima sezione di Scuola Materna Statale che avrebbe consentito di diminuire progressivamente il numero degli iscritti alla Domus, pur se sempre troppo elevato rispetto agli spazi disponibili.

Il 13 ottobre 1975 si spegneva immaturamente Succi Elmo.

Il contraccolpo fu pesante, il gerontocomio, troneggiante come un oscuro maniero,  incompleto e abbandonato a se stesso, ben presto diventò un magazzino di cose inutili, dismesse ed abbandonate, nonché spazio in cui tutti potevano facilmente accedere a commettere qualsiasi forma vandalica e tutto questo per molti anni a venire tanto che in paese si gridò allo scandalo e allo spreco.

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