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di Piero Maroni

LasiloErano trascorsi poco più di 20 anni dalla morte del grande Poeta e i suoi concittadini erano riusciti ad edificare quello che ritenevano il più grande monumento alla sua memoria: la Domus Pascoli.

Non sempre però la volontà riesce a supplire a tutte le contingenze, così trascorsa l’euforia per l’obiettivo raggiunto, si dovettero affrontare i problemi della gestione quotidiana che si scontravano con la cronica carenza di disponibilità finanziarie ed allora ci si dovette fare umili e allungare la mano aperta verso chi di dovere.

Non si erano ancora spenti gli entusiasmi per la grande cerimonia del 12 settembre, che due mesi dopo, a pochissima distanza di tempo dalla visita del Duce, il Podestà Vincenzi scriveva a Rachele Mussolini per esortarla a interessarsi presso il marito al quale era stata inviata una richiesta di contributo in favore della nuova struttura.

Ella vorrà perdonare se il mio atto non è conforme alle più strette regole di etichetta e se non è gerarchicamente perfetto, ma il movente, non personale, che mi spinge è da me invocato a giustificazione...”.

Anche se l’atto non era gerarchicamente perfetto, sortì però gli effetti sperati, tanto che il 16 gennaio 1934 giunse dal Sottosegretario di Stato per l’Interno la notizia che S.E. il Capo del Governo aveva concesso un sussidio di L 5.000.

Era una boccata d’ossigeno, ma insufficiente ad affrontare il carico delle spese e, soprattutto, non avevano alcuna garanzia circa la durata e il ripetersi negli anni a venire.

Probabilmente per garantire alla Istituzione una rendita sicura e duratura occorreva muovere un altro passo, l’erezione, cioè, in Ente Morale della Fondazione da parte della regia autorità. Ed ecco allora la domanda inviata a Sua Maestà.
A  S.M. Vittorio Emanuele IIIROMA
Maestà!
Con munifico atto del Capo del Governo e Duce del Fascismo poterono, dopo molti anni di attesa, essere compiute le opere di assistenza che erano sempre state vivissimo desiderio dell’immortale poeta Giovanni Pascoli.
E così nella piccola gloriosa terra che gli dette i natali sorsero, accanto alla di Lui Casa, il Giardino d’Infanzia e la Casa di Riposo.
Le rendite che derivano dai sussidi che gli Enti ogni anno elargiscono (il solo Comune di San Mauro Pascoli stanzia nel proprio bilancio la somma di L 29.500) assicurano la vita delle Istituzioni.
La nuova istituzione di pubblica beneficenza sorge in San Mauro Pascoli col titolo “Fondazione Domus Pascoli” e poiché la Istituzione nel Comune che ha prevalentemente popolazione operaia, risponde a necessità sentite ed è la realizzazione dei voti più ardenti del Poeta della Bontà, il sottoscritto nutre fiducia che Vostra Maestà vorrà accordare il Suo augusto consenso per la erezione in Ente Morale della predetta fondazione.
Con devozione profonda
IL  PODESTÀ
San Mauro Pascoli, 25 maggio 1934  =  XII° E. F.”.                     

La ricerca di un sussidio a favore delle Opere Assistenziali Pascoliane non aveva tregua, tanto che il 9 dicembre 1934 ancora una volta il Podestà rivolgeva una istanza al Capo del Governo S.E. Benito Mussolini, per ottenere la concessione dei mezzi necessari al loro funzionamento.

Il 9 agosto 1935 firmato da Re Vittorio Emanuele III e controfirmato da Benito Mussolini, la “Fondazione Domus Pascoli” con sede nel Comune di San Mauro Pascoli veniva eretta in Ente Morale.

Approvato lo Statuto organico con le modificazioni imposte nel momento della sua approvazione, non restava, a questo punto, che nominare il Presidente, attribuzione però che spettava al Regio Prefetto di Forlì, era però il Podestà di San Mauro  incaricato di avanzare una proposta per scegliere la persona più indicata.

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