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di Piero Maroni

Giardino dInfanziaCi vorranno anni a San Mauro per elaborare il lutto anche perché lo scoppio della prima guerra mondiale vide diversamente impegnati molti dei protagonisti delle vicende locali. Il maestro Giulio Tognacci, ad esempio, era in prima linea al fronte, dove ne sortirà con tre ferite e tre decorazioni, muore in battaglia Paolo Guidi, figlio di Pietro, per il Pascoli: Pirozz, l’amico e segretario comunale con il quale aveva instaurato un fitto scambio epistolare; l’attenzione, insomma, era rivolta altrove.

Si faceva però sempre più insistente nell'animo di coloro che per sensibilità e cultura sentivano i dinieghi di Maria come un'accusa diretta al loro operato, tanto che si determinò un malcelato senso di colpa verso la famiglia Pascoli, un peso da riscattare adoperandosi a realizzare tutto ciò che stava a cuore al poeta, fiduciosi che anche Maria avrebbe capito e perdonato. Questo, purtroppo, non avvenne mai.

Arriviamo così al 1921, quando il Consiglio Comunale deliberò di erigere il Giardino d’Infanzia nel piano inferiore del palazzo delle Scuole Elementari che, ovviamente, sarà intitolato a Giovanni Pascoli.

Ad onor del vero occorre dire che nel paese era già esistente una sorta di scuola materna in forma privata, era l'abitazione di Ancilla Scardavi, che accoglieva i piccoli di ambo i sessi dai 3 ai 6 anni ed anche il piccolo Giovanni l'aveva frequentata.

 Il 30 ottobre 1921 il sindaco Domeniconi tagliò il nastro a cui fece seguito il discorso ufficiale tenuto dal prof. Paolo Amaducci, Provveditore agli Studi di Forlì, discorso che fu poi pubblicato in volumetti e venduti al prezzo di £ 4.

Per l’occasione Giuseppe Ricci, a nome del Comitato Festeggiamenti Inaugurazione Giardino d’Infanzia “Giovanni Pascoli”, versò un contributo di L. 500, cosa che fece pure il sen. marchese Giuseppe di Bagno, al quale nel 1925, verrà concessa la cittadinanza onoraria, presente la prof. Gina Pascoli, figlia di Raffaele Pascoli (Falino), mentre Augusto Ricci, nuovo affittuario della Torre versò una prima offerta di L. 1.000. Per l'occasione fu organizzata una lotteria di beneficenza, il costo di un biglietto era di 50 centesimi e ne furono venduti 3.000.

La retta per i bambini che vi rimanevano per l’intera giornata era di L.10 mensili, L.5 invece per mezza giornata. Tutti dovevano avere con sé il cestino coi generi alimentari necessari per i bisogni della giornata perché la scuola forniva solo un piatto di minestra. La Direttrice e le maestre erano assunte dal Comune e provenivano da Cesena, i bambini iscritti erano 54.

I festeggiamenti ebbero un'ottima riuscita così come ebbe a scrivere il Sindaco nella lettera di ringraziamento al maestro Giulio Tognacci ispiratore e organizzatore dell'evento.

La collocazione del Giardino d’Infanzia era solo provvisoria, l’intenzione era di portarlo in via definitiva nella Casa Pascoli che però era ancora di proprietà privata, l’attuale proprietario era Luigi Nanni, fattore della Torre, che l’aveva acquistata da Luigi Bilancioni, pure lui fattore della Torre, nel 1919 per la somma di L. 18.500, questi a sua volta l’aveva acquistata da Giulio Pedriali di Cesena, anch’esso fattore alla Torre, che ne era venuto in possesso direttamente dai Pascoli nel 1879, quando furono costretti a venderla per sanare i debiti accumulati e l’aveva divisa in due appartamenti. (5- Continua)

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