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di Filippo Fabbri

Mastronicola Foto PenzoÈ Alessandro Mastronicola il mister della quarta stagione in serie D della Sammaurese. Il suo nome era nell’aria, adesso è ufficiale. Mastro, appena quattro anni fa calcava il Macrelli dentro il rettangolo di gioco in Eccellenza, da tre anni ha riposto calzoncini e maglietta d’ordinanza e si ritrova seduto sulla panchina. È la sua prima volta in panca in serie D, in precedenza ha allenato in Eccellenza il Rimini dei record (98 punti). Insieme a lui a San Mauro, Maurizio Drudi, suo vice anche a Rimini, Stefano Ugolini, Fabio Finucci, Domenico Petrocca, Gigi Muccioli.

Mister Mastronicola, perché San Mauro?
“Ho avuto diverse proposte prima della fine del campionato di Serie D. L’ultima è stata come collaboratore in una squadra di serie B. Ho deciso di fare un altro tipo di percorso, perché in B ci voglio sì andare, ma con le mie gambe. Alla fine ho scelto la Sammaurese perché è stata la società che mi ha voluto più di altri e perché conosco l’ambiente a partire dal Presidente Protti, una persona di parola con gli obiettivi chiari. Qui ho giocato un anno e mezzo e sono stato coinvolto al 300 per cento, i giocatori danno l’anima per la maglia. Questo è il mio modo di intendere il calcio”.

Alla Sammaurese ritroverà alcuni della squadra con cui era sceso in campo.
“Un ulteriore stimolo per me, devo dimostrare di essere un allenatore credibile, con una mia filosofia di gioco. Conosco Bonandi, Scarponi, Rosini: sono ragazzi che hanno qualità umane eccezionali, pronti a dare l’anima per la maglia.

È la sua prima volta in D.
“L’anno scorso ho visto tante partite. Il girone è difficile, tutti quanti vogliono ottenere risultati. Sono certo che con il sacrificio e il lavoro si può fare un’ottima stagione. L’obiettivo è la salvezza”.

La sua non sarà una panchina facile, quanto meno per la pesante eredità di Stefano Protti.
“I risultati di Protti sono sotto gli occhi di tutti. Non mi fa paura, anzi è uno stimolo per fare altrettanto, mi dà quella giusta tensione che ci vuole per ottenere risultati”.

Come sarà la Sammaurese 2018-19?
“Col Presidente ci stiamo muovendo sulla stessa lunghezza d’onda. Partiamo da solide basi come la difesa, il reparto più deficitario è stato l’attacco anche a causa di parecchi infortuni. L’importante è lo spirito giusto: chi scende in campo deve lottare 90 minuti”.

È rimasto un anno senza panchina: dura guardare gli altri?
“Mi è pesato tanto. È stato il primo anno da quando gioco che non ho calcato il campo. È stata dura ma sono sopravvissuto. Ho visto tante partite, ho studiato tantissimo”.

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