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Protti StefanoSalvezza raggiunta e miracolo completato per la matricola Sammaurese protagonista di un campionato in serie D da incorniciare negli annali. Di seguito pubblichiamo l’intervista al tecnico Stefano Protti pubblicata dal Corriere Romagna alcuni giorni fa.

Inizio stagione, lei dice: “Più facile vincere il campionato d’Eccellenza che salvarci quest’anno”. È ancora di questa idea?
“Certo. Abbiamo vinto l’Eccellenza nell’anno in cui hanno tolto un girone e questo ha creato una serie D tra le più forti degli ultimi 10-15 anni. Siamo gli unici che ci alleniamo la sera, le prime quattro partite le abbiamo giocate fuori casa a Forlì, abbiamo una rosa ridotta all’osso”.


All’osso?
“Non abbiamo fatto mercato invernale, nell’ultimo periodo abbiamo perso tre importanti giocatori: Filippo Bentivoglio classe ’97 ha lasciato per lo studio, Benhya Ayoub ’96 ha smesso per motivi di lavoro, Gabriele Varrella terzo difensore centrale anche lui ha preferito lo studio. A inizio stagione l’obiettivo era lasciarne dietro due e arrivare ai play out, essere dove siamo ora è un miracolo. Ecco perché dico che questi ragazzi sono stati fantastici”.


Il momento più difficile?
“L’ultimo periodo, quello delle tre sconfitte di fila, dopo buone prestazioni. Svelo un segreto. Prima della gara col Villafranca tutti insieme abbiamo deciso di andare in ritiro perché avevamo voglia di stare insieme, condividere qualcosa. Questo è un grande spirito di gruppo”.


Rimpianti per punti persi?
“Tantissimi. Bruciano le decisioni arbitrali contro la Fortis, bruciano i pareggi all’ultimo con Parma e Ribelle. Se avessimo fatto quei punti oggi addirittura potremmo fare ragionamenti più ambiziosi. Anche se onestamente non siamo pronti per traguardi così”.


Decisioni arbitrali discutibili penalizzanti. È lo scotto dell’essere matricola?
“Questo non lo so. Ci sono anche nostri limiti come quello di non avere giocatori con un certo carisma che possono influire su certe decisioni. In certi momenti carattere e personalità fanno la differenza. Se non siamo la squadra più buona del girone poco ci manca. Mi conforta che i punti fatti sono sempre stati conquistati col gioco”.


Un giocatore che l’ha sorpresa nel rendimento?
“Mi dà fastidio parlare dei singoli. Però un nome lo faccio lo stesso: Marcello Scarponi”.


C’è una scelta che non rifarebbe?
“Tante, soprattutto quando si perde. Durante la settimana mi piacerebbe essere un po’ più morbido coi ragazzi, ma non ce lo possiamo permettere”.


La sconfitta che brucia ancora?
“Bellaria nel ritorno. Aggiungo il pareggio Parma all’ultimo minuto. Lì però ho avuto la mia più grande soddisfazione da quando alleno: gli applausi alla squadra di 11mila spettatori”.


Ridirebbe le stesse cose sul San Marino?
“Mi dispiace per il vespaio che è venuto fuori, lungi da me dal volere accendere gli animi. Non ce l’ho col presidente, né con l’allenatore. Penso che molto sia stato travisato. Personalmente non parlerò mai più di un allenatore di un’altra squadra, affronterò le persone faccia a faccia. Mi auguro che tutto finisca con una stretta di mano, come dovrebbe essere il calcio”. 
Filippo Fabbri

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