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DospinescuQuattordici anni all’anagrafe e un futuro che pare scolpito sotto l’ombra delle Due Torri. Questione di dettagli da definire, la strada pare tracciata. A incamminarsi lungo il sentiero del calcio che conta è Andrei Dospinescu (nella foto di Mauro Penzo), giovanissimo attaccante (classe 2002) dei Giovanissimi della Sammaurese. Il ragazzino che abita a San Mauro Mare, alcune settimane fa è stato selezionato per un importante provino, ospite due giorni nella squadra rossoblù, in un’amichevole contro l’Alto Adige. Gol fatto e assist sono stati il suo biglietto da visita, sotto gli occhi dei dirigenti felsinei e di una celebre firma del calcio, Luigi Pagliuca. Lui è entusiasta dell’esperienza e di un possibile futuro nella grande città.

“Mi sono trovato benissimo e spero di andare a giocare lì”. Lo scorso anno lo voleva il Forlì, lui ha preferito rimanere nella Sammaurese anche per finire l’ultimo anno della scuola media. La prossima stagione è tempo di scelte importanti sul fronte scolastico: Ragioneria a Santarcangelo era la prima scelta, che dovrà rivedere nel caso di un approdo a 100 chilometri di distanza.

Italiano dalla nascita, Dospinescu si può che dire che sia cresciuto con un pallone in mano, nel campetto a due calci da casa a San Mauro Mare. Il passo nella Sammaurese è stato quasi naturale come l’indole per il gol, in questa stagione quasi una ventina. “Il mio sogno è diventare calciatore e magari emulare Cristiano Ronaldo il mio idolo. Lo so è un sogno, ma è bello cullarlo”. Il Bologna è rimasto colpito dalla sua facilità d’attacco in occasione della partita con la Rappresentativa della federazione provinciale. Non a caso sarà uno dei punti fermi della selezione nel Torneo delle Regioni in programma nei prossimi mesi in Calabria. Il Presidente della Sammaurese Cristiano Protti, intanto, se lo culla: “E’ motivo di soddisfazione che una squadra di serie A ha messo gli occhi su un nostro ragazzo. È uno stimolo nel continuare a investire sui nostri ragazzi, oggi ben 250 in forza alla Sammaurese”. È dalla fine degli anni ’80 che un giocatore cresciuto nelle giovanili della squadra giallorossa non finisce in serie A. Che sia la volta buona? (ff)

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