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 SAN MAURO PASCOLI – (17 Dicembre 2005) - E sono 31! Il presidente della Sammaurese, Tonino Raggini (nella foto), ha compiuto 31 anni di calcio nel club sorto nel lontano 1935. Il “Tonino” in Romagna va di moda, e se per la letteratura italiana il santarcangiolese Tonino Guerra ha scritto meravigliosi versi poetici che lo hanno reso famoso in tutto lo stivale, nella stagione sportiva 1973-74, l’attuale massimo dirigente giallorosso, decideva anche lui di dare un po’ di poesia alla storia calcistica di San Mauro Pascoli. Forse non lo immaginava neppure che l’itinerario scelto tanti anni fa lo avrebbe portato a raggiungere tantissime soddisfazioni, ma anche, come lui stesso tiene a precisare, molte amarezze. Un “on the road” lungo oltre 30 anni ricco di fascino e di immagini emozionanti. Un percorso che ha regalato al leader sammaurese conoscenze importanti come quella dell’amico Arrigo Sacchi. O magari nomi meno noti all’arcipelago calcistico italiano, ma pur sempre affetti, che hanno reso orgoglioso un uomo che del calcio ne ha fatto uno stile di vita. “La Sammaurese è la mia seconda famiglia” ammette fieramente Tonino Raggini, e come non potrebbe esserlo per una persona che ha dato tutto se stesso per questa società. E proprio per questo motivo, la Figc ha deciso di premiare il “nonno” della Sammaurese con un premio alla carriera sportiva, come dirigente. Venerdì 20 maggio, Raggini, anzi, il signor Raggini, è stato onorato a Roma dal presidente Franco Carraro e l’architetto Alberto Mambelli che gli consegneranno un premio.

Presidente, questa promozione è un’altra strepitosa vittoria, che si colleziona ai tanti successi del suo passato. E’ d’accordo? “Certo! Questa promozione mi gratifica. E’ una rivincita a tante amarezze accadute gli anni scorsi. Abbiamo iniziato questa stagione fra mille dubbi e incertezze. Non volevamo di certo vincere il torneo, ma grazie alla collaborazione di tutti, abbiamo ottenuto un traguardo fantastico”.

Qual è presidente la sua più grande soddisfazione che ha avuto in questi anni. “Indubbiamente i campionati vinti (il primo nell’anno 1981-82 ndr) hanno un ricordo tutto particolare. Ma oggi posso dirle che la soddisfazione più grande mi è arrivata dalla Federazione. Questo fine settimana sono a Roma e riceverò un premio alla mia carriera di dirigente. Per me è un emozione nuova e sono molto orgoglioso”.

E la sua più grande amarezza? “Anche di quelle ce ne sono tante, però, la più fastidiosa, è la retrocessione dall’Eccellenza alla Promozione (1993-94 ndr) perché è avvenuta con fatti per niente piacevoli e che non hanno nulla a che fare con il risultato sportivo, ma con eventi extra, fra cui sono stati coinvolti molti addetti ai lavori di quei tempi della Sammaurese”.

C’è un giocatore che gli è rimasto particolarmente nel cuore in questi anni? “Ma guardi, sono legato a tanti atleti. Se proprio devo citarne uno, le dirò due nomi. Mirco Malferrari e Dante Magnani. Tutti e due hanno avuto una concezione del calcio diversa dal solito”.

A questo punto la domanda per il futuro della Sammaurese è d’obbligo. Qual è il progetto della società? “Ne dobbiamo parlare. Molto presto ci incontreremo in sede e pianificheremo il futuro. Una cosa è certa. Non disputeremo la Promozione come se fossimo dei sprovveduti. Abbiamo tanti giovani interessanti, ma sarà inserito anche qualche giocatore esperto. La cosa più importante è che resti questo gruppo e che il mister Gianni Sarpieri continui l’avventura a San Mauro”. (di Giuseppe Gagliardi)

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