Logo new 02

 SAN MAURO PASCOLI – (16 Maggio 2006) - «E’ molto addolorato Gino Stacchini (nella foto), l’ex calciatore juventino, 68 anni compiuti il 18 febbraio, per la vicenda di Moggi e delle intercettazioni telefoniche che hanno portato nel caos la sua Juve e il mondo del calcio. Stacchini, che conduce una tranquilla vita nella sua bella villa a San Mauro Pascoli dove è nato e abita con la moglie Lora, la figlia Sabina, il genero Pier Luigi e gli adorati nipoti Chiara di sei anni, Giulia di tre ed Emanuele di due mesi, segue l’evolversi dei fatti, soprattutto ieri con l’interrogatorio di Moggi. Dal 1954 al 1967 (vincendo 4 scudetti) Gino Stacchini ha giocato con la Juve e da 50 anni il suo cuore batte in bianconero. Come giudica tutta la vicenda scoppiata nel mondo del calcio? «Sconcertante per le dimensioni, i comportamenti con cui si volevano ottenere determinati risultati SE’ solo la punta di un iceberg che si aggiunge ai vari scandali Cragnotti, Tanzi, banche, in questo mando marcio». Ha mai avuto il sentore che qualcosa potesse scoppiare prima o poi? «In maniera diretta no, ma indirettamente vediamo che gli scandali iniziati negli anni ’80 non sono mai stati stroncati in maniera definitiva». Che calcio è quello di oggi? «Non conta più il gioco in campo. chi comanda sono i soldi. Non importa come si ottiene una vittoria, basta vincere. Un calcio dove predominano la prepotenza e il delirio dell’onnipotenza. Occorre rivedere il sistema, uccidendo l’anima di questo calcio pensato e realizzato da Moggi e poi ripulire la base. Altrimenti ci ricascheremo. Il calcio del Boniperti giocatore e del Boniperti dirigente-presidente non c’è più». Ai suoi tempi succedevano queste cose? «Forse c’era qualche tacito accordo fra giocatori solo in campo. Mai preordinato e programmato. Erano cose bonarie senza i soldi in mezzo. Magari si incontravano due squadre: a una mancava un punto per la salvezza e all’altra per vincere il campionato. Ci si guardava negli occhi e c’era un tacito accordo». Lei resterà juventino anche se i bianconeri verranno retrocessi in B o in C? «Sì anche se non c’è più niente di calcio oggi. E’ solo una serie di prestazioni fisiche e tattiche dove entrano tanti altri sport come la corsa, salto in alto, lotta, tuffi. Tutto per la vittoria che si traduce in moneta sonante senza più nulla per il bel calcio giocato. Tutto in funzione del potere». (Tratto da Il Resto del Carlino, “Rimpiango il calcio dei miei tempi e Boniperti”, del 16 maggio 2006 a firma di Ermanno Pasolini)

Aggiungi commento

Regole per aggiungere nuovi commenti:
* i commenti degli utenti registrati (che hanno fatto il login) vengono visualizzati immediatamente;
* i commenti degli utenti non registrati vengono pubblicati dopo essere stati valutati dalla Redazione (la registrazione è gratuita);


Codice di sicurezza
Aggiorna