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 SAN MAURO PASCOLI – (18 Maggio 2006) - «L’Atletico San Mauro ha raggiunto un traguardo storico: il salto in Seconda categoria, dopo una rincorsa che ha visto un recupero di ben 11 punti di svantaggio ai danni dei rivali dell’Aurora. Non tutti però hanno festeggiato per questo successo. Anzi, c’è un giocatore che è in aperta polemica con la squadra, malgrado siano passate due settimane dallo spareggio promozione di Borello. E sabato scorso, mentre la società riceveva i complimenti e gli onori dal sindaco di San Mauro Miro Gori, ha preferito andarsene da un’altra parte. Il giocatore in questione si chiama Cristiano Stacchini (nella foto), un terzino d’altri tempi, sempre pronto a spingere sulla fascia, instancabile corridore e incursore sulle fasce. Ebbene, in occasione dello spareggio che ha messo di fronte il 29 aprile scorso l’Atletico San Mauro e l’Aurora è stato escluso dalla rosa dei giocatori. Fin qui però nulla di strano, in quanto uno tra i convocati doveva accomodarsi in tribuna. Quello che però ha dell’incredibile è il metodo con cui è stato escluso, ed è ciò che ancora oggi fa tanto arrabbiare il giocatore: il sorteggio. Proprio così: Stacchini è stato escluso per “colpa” di un biglietto estratto dall’allenatore col suo nome. “Nel match contro l’Aurora, l’allenatore (Angelo Lasagni, ndr), dopo avere annunciato gli undici che sarebbero scesi in campo, ci aveva detto che era stato convocato un giocatore in più per cui uno della rosa si sarebbe dovuto accomodare in tribuna. Così tra tre di noi è stato deciso di estrarre chi sarebbe rimasto fuori attraverso il sorteggio. Una scelta che personalmente ritengo una presa in giro, al di là che sia stato il sottoscritto a farne le spese. Prima di tutto perché chi va in campo o in panchina lo fa per meriti o demeriti e non grazie alla sorte, un metodo che penso non abbia precedenti nel mondo del calcio. In secondo luogo perché sono stato tra i giocatori più assidui negli allenamenti e questa scelta mi sa da vera e propria beffa, dopo un anno di intenso impegno. Addirittura in panchina è stato preferito un giocatore che non si allenava da ben tre settimane”. Stacchini però ci tiene a precisare di non essere in polemica con la società, bensì con l’allenatore: “Un trainer non può decidere in questo modo. Deve prendersi delle precise responsabilità, altrimenti deve cambiare mestiere”, dice senza mezzi termini il giocatore. “Non a caso sia molti della società sia diversi miei compagni mi hanno chiamato per esprimere tutta la loro solidarietà nei miei confronti”. E il prossimo anno? “Di certo non giocherò nell’Atletico”.» (Tratto dal Corriere Romagna del 18 maggio 2006, “Sono finito in tribuna per colpa di un sorteggio”)

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