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bambini giocanoIl Nido comunaleIl Bruco” ospiterà una nuova sezione per i bambini dai 0 ai 36 mesi. È stato infatti pubblicato il bando per la concessione degli spazi all'interno del nido d'infanzia di Via Ugo la Malfa per individuare il gestore (cooperative, imprese, consorzi di cooperative) che permetterà l'apertura della nuova sezione.

La nuova gestione degli spazi ad oggi inutilizzati all'interno del Bruco ci consentirà di rispondere alle esigenze delle famiglie della nostra comunità, andando così ad esaurire quella lista di attesa di venti bambini che quest'anno non sono potuti accedere al nido – spiega in una nota il sindaco Luciana Garbuglia – con la soluzione del gestore esterno inoltre sopperiamo al problema dell'impossibilità per il Comune di assumere nuovi dipendenti da destinare ai servizi dell'infanzia. La nuova sezione si aggiungerà quindi a quella gestita dall'Unione dei Comuni composta già da 19 bambini”.

Il bando per l'affidamento del servizio è già pubblicato sul sito del Comune: il termine ultimo per partecipare è mercoledì 10 gennaio. Sono ammessi a partecipare alla gara cooperative sociali, imprese individuali, società commerciali, società cooperative, consorzi di cooperative che, in base alla normativa che disciplina la loro attività, sono abilitati ad offrire sul mercato servizi corrispondenti a quelli richiesti da bando. La concessione avrà durata a partire da febbraio 2018 a luglio 2019, eventualmente prorogabile di anno in anno fino al 2020 con accordo di entrambe le parti, con un canone di circa 600 euro mensili (ad esclusione IVA).

Nel bando al gestore si richiede, oltre al servizio di nido d’infanzia, servizio educativo e sociale di interesse pubblico aperto a tutti i bambini e le bambine in età compresa tra i 0 mesi ed i 36 mesi – conclude il sindaco – un'apertura del nido fino alle 18,00, servizio che ad oggi non siamo in grado di garantire e che invece risulta essere una domanda molto forte tra le famiglie di San Mauro. Credo infatti che la lista di attesa si sia creata in parte perché i genitori, avendo trovato occupazione, oggi diversamente dagli anni precedenti, hanno bisogno dell'inserimento al nido. Più in generale c'è quindi bisogno di nuove politiche di welfare che sappiano rispondere ai cambiamenti di una comunità senz'altro in crescita come la nostra e a cui, come Amministrazione, vogliamo garantire un futuro, a partire dai servizi pensati per le future generazioni”.

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