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di Miro Gori

Boom economicoTra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta, grazie anche al nuovo contesto creato dal mercato comune europeo, l’Italia è protagonista di una radicale trasformazione economica, sociale e culturale. Tanto è vero che, il 25 maggio del 1959, l’autorevole quotidiano di Londra, “Daily Mail”, scrive che «il livello di efficienza e di prosperità del potenziale produttivo dell’Italia è uno dei miracoli economici del continente europeo». Il boom investe le regioni settentrionali e determina una migrazione interna imponente. La disoccupazione è a livelli bassissimi. I consumi privati esplodono: le automobili e le motociclette decuplicano, gli elettrodomestici entrano in molte case. Attraverso la televisione (Carosello, tanto per annotare una data, è nato nel 1957), s’impongono nuovi di stili di vita e modi di consumare.

Si diffonde l’italiano: quello standardizzato del piccolo schermo, naturalmente. Dal quale gl'italiani imparano a vestirsi, mangiare, andare in vacanza... Il cinema, fino a quel momento principale «agente» dell’industria culturale, comincia a cedere il passo alla televisione. Certo ancora per qualche lustro sarà florido dal punto di vista produttivo; e molto seguito dal pubblico. Ma è ormai chiaro che non è (o non sarà più tra breve) il creatore egemone di mentalità, valori, miti. È ormai soprattutto un testimone (o una spia) dei tempi che cambiano. Un sismografo. Un “occhio” che registra gli avvenimenti “come accadono”. Chi scorra le filmografia dell’epoca troverà molti esempi cinematografici del miracolo economico. Ma chi voglia trovarne le più ampie tracce dovrà volgersi soprattutto alla commedia. Che «nasce a ridosso della trasformazione sociale e culturale del paese e ha con il boom un rapporto simbiotico e speculare (“la commedia del miracolo” l’ha definita Goffredo Fofi nel 1964) anche se si tratta di uno specchio deformante» (Brunetta)... Assai lungo è il catalogo dei film e dei registi che guardano al boom: da Monicelli a Risi, da Comencini a Germi, da Lizzani a Pietrangeli, da Salce a De Sica... A Risi va la palma di primo cantore “agro” (per ricordare un aggettivo di Luciano Bianciardi; dal romanzo La vita agra, proprio su quegli anni, da cui il film omonimo di Lizzani) della trasformazione. Il sorpasso (1962), I mostri (1963) L’ombrellone (1965, che allarga la prospettiva alla vacanza di massa) sono altrettanti documenti quasi in presa diretta dell’Italia che cambia. Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi incarnano gli eroi del cambiamento. E Il sorpasso è ritenuto unanimemente esemplare dei tempi che cambiano. Vi campeggia Vittorio Gassman-Bruno Cortona alla guida della sua Lancia Aurelia Sport.

La retrospettiva, organizzata dall'Istituto storico della Resistenza e dal comune di Forlì, “Cinema e miracolo economico” avrà inizio con Il boom di Vittorio De Sica il 18 marzo alle 20.45 nel cinema Saffi di Forlì, e seguiterà con Viva l'Italia di Roberto Rossellini (25 marzo), I nuovi angeli di Ugo Gregoretti (1° aprile), Il posto di Ermanno Olmi (8 aprile), La rabbia di Pier Paolo Pasolini e Giovanni Guareschi.

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