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di Miro Gori

Documenti pascolianiHo sentito, sin da piccolo, raccontare questo aneddoto. A un convegno dedicato a Pascoli, a San Mauro nel secondo dopoguerra, non manca l'annoso lamento dei sammauresi che reclamano la salma del Poeta, sepolto, per volere della sorella Mariù, a Castelvecchio di Barga. Uno studioso assai importante, che fu anche collega e amico di Pascoli, Manara Valgimigli, fa notare al sindaco: “Voi avete lo spirito del Poeta” che, sottinteso, vale quanto e più delle spoglie mortali. Il sindaco, nondimeno, replica secco che lo spirito non basta, ci vogliono le ossa!

Il fatto è che non si trattava solo di spirito a San Mauro e di ossa a Barga. A Barga c'è qualcosa, a ben vedere, di ben più importante: il grosso delle carte: il ricchissimo archivio del Poeta, custodito dalla sorella che curò, tra l'altro, con tanti documenti a disposizione, la principale biografia pascoliana. Non solo: Barga possiede anche la casa dove abitarono i fratelli Pascoli.

San Mauro, luogo in cui il Poeta è nato e dove ritorna incessantemente con la sua Poesia, disponeva di pochi documenti: per esempio il carteggio con Pietro Guidi oppure il manoscritto di Epistola a Ridiverde, alla base di Romagna, ovvero alcune prime edizioni con dedica autografa. Non possedeva la casa natale di proprietà dello Stato né il resto del comparto anch'esso di proprietà dello Stato. Anche la Torre apparteneva a un privato. Dunque, al di là delle ossa, pur importanti, ecco il vero divario da colmare. Non tanto per una competizione con Barga che, francamente, non ha alcun senso, ma per acquisire a tutti gli effetti la qualifica di “luogo centrale” pascoliano.

Il primo passo è stato il notevole acquisto e poi i lavori di restauro della Torre che hanno ripreso ora grande slancio, per iniziativa del comune, con la realizzazione di un museo multimediale pascoliano e di una sala polivalente. Il secondo passo è stato l'ingresso del comune nella gestione della casa natale affiancato al tentativo di acquisto degli annessi scuola per l'infanzia e gerontocomio; più recente l'idea di acquisire la casa natale, monumento nazionale. Entrambi gli obbiettivi sono stati di recente lodevolmente raggiunti dall'amministrazione comunale, che ha ottenuto anche un ricco contributo per i lavori di restauro.

Ultimo ma non meno importante il potenziamento dell'archivio. Il cui merito va all'Accademia Pascoliana (segnalo il fondo Murari) e al comune attraverso il museo Casa Pascoli (per esempio il fondo Sala Contarini). Accademia e Museo hanno acquistato anche singoli pregiati documenti. Un contributo fondamentale viene ora da Sammauroindustria che ha acquisito l'imponente fondo Pieretti, composto di oltre cento autografi e quasi un migliaio di libri, riviste e pubblicazioni varie che sarà affidato al museo Casa Pascoli.

Se i sammauresi volevano onorare e ricordare Pascoli, questo è, senza dubbio, il modo migliore.

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