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Municipio con fontana 2Neanche il tempo di etichettare questa legislatura come una delle più dimissionarie che ecco arrivare un’altra defezione. A lasciare è la consigliera di maggioranza Pamela Dellachiesa, a testimonianza della trasversalità degli abbandoni. Perché se i 5 Stelle detengono un primato difficilmente eguagliabile, il gruppo di maggioranza non è che sia stato a guardare.

Già a sette mesi dal voto il primo lascito, quello del consigliere Luigino Pieroni (115 preferenze): presidente della squadra di pallavolo che ha in gestione la palestra comunale, decide di lasciare lo scranno per evitare possibili conflitti di interesse. Al suo posto Daniele Tedaldi.

Nell’ottobre del 2015 cambio anche in giunta, Stefano Baldazzi lascia l’assessorato (rimane consigliere), al suo posto Denis Ermeti. Il cambio non è così semplice, tant’è che si rende necessario un intervento alchemico: lo statuto comunale non contempla l’assessorato a un non eletto, è il caso di Ermeti (32 preferenze). Niente paura, basta cambiare il regolamento et voilà e il gioco è fatto.

Passano due anni e un altro cambio sempre in giunta. Esce l’assessore Azzurra Ricci (rimane consigliera), entra Sabrina Baldazzi (era già consigliera), con relativo rimescolamento di deleghe. Il resto è storia recente con le dimissioni di Dellachiesa e l’ingresso a consigliere di Ermeti, questa volta dalla porta principale ma solo grazie alla rinuncia di Valentina Merciari (36 preferenze). A conti fatti, tra dimissioni e rinunce siamo alla cinquina. Mica male.

Ora di fronte a tutto questo tourbillon tra ingressi e uscite verrebbe da pensare a una amministrazione in preda a una crisi di nervi, le energie prosciugate dalle lotte intestine, la Garbuglia a destreggiarsi tra correnti bizzose. Un po’ come nel Garbuglia 1, nel lontano 1995, quando i maggiori oppositori se li trovava nel suo stesso partito (per capirci gli ex Pci). Oggi qua succede proprio il contrario. Tanto che si porta a casa risultati che i sindaci vicini neanche se li sognano la notte. Per citarne alcuni: una scuola nuova costruita in 18 mesi, la Torre che rivede muratori all’opera dopo anni di cazzuole in soffitta, il compendio di Casa Pascoli che passa al comune dopo 30 anni di tentativi, lo sblocco del cinema a San Mauro Mare.

Qual è la morale a tutto questo? Semplice la risposta: i “giovani” neofiti della politica naufragano, i “vecchi” tengono saldo il timone della barca. A conferma che la rottamazione di renziana e recente memoria non era altro che una cagata pazzesca. (FF)