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MADONNA DELLACQUA 01 La Chiesolina della Madonna dell'acqua, Monumento ai caduti ha  origini ultracentenarie.

Vogliamo fare una importante premessa, la Chiesuola della Madonna dell'acqua è inserita nel compendio del museo di Casa Pascoli.

La stessa Casa Pascoli era di proprietà della mamma del Poeta Caterina Vincenzi Alloccatelli e qui Giovanni Pascoli nacque il 31 dicembre 1855 e ha trascorso la sua infanzia.

Questa una breve descrizione della Chiesolina della Madonna dell'Acqua, Monumento ai caduti. 

Il manufatto, in pietra grigia con finitura superficiale bocciardata, è situato all'interno del giardino del museo di Casa Pascoli, con un piccolo ingresso dal giardino stesso e l'ingresso principale, dall'incrocio delle Vie Pascoli, Rio Salto e Tognacci; un altro ingresso (non utilizzato), si trova sul lato sinistro.

Questi due ingressi con porte in legno sono abbelliti da due cancellate in ferro  battuto.

Il fronte principale presenta un coronamento a timpano sottolineato da cornici sormontato da una croce celtica, sul fianco sopra il cornicione, spicca una piccola campana entro un arco a tutto sesto sorretto da due colonne.

Sul fronte e sul lato sinistro sono presenti le lapidi commemorative dei defunti Sammauresi delle due guerre mondiali, che fanno della Chiesolina Monumento ai Caduti. L'interno della Chiesolina è ad unica navata con l'abside coperta da volta a botte.

Nel 2006 la Chiesolina è stata  acquistata dell'Amministrazione Comunale con provvedimento votato all'unanimità.MADONNA DELLACQUA 02

Al valore culturale del piccolo manufatto si aggiunge il valore testimoniale, legato alla produzione letteraria del Pascoli.

Giovanni Pascoli amò molto questo piccolo edificio, che consolò il dolore di sua madre dopo la tragedia che ha colpito la sua famiglia.

Questo un brano di una lettera che il Poeta scrisse nel maggio 1897 agli amici Sammauresi:

“…e l'ospite saluterà commosso il mio mondo ideale, tutto fronde e tutto gorgheggi, che ha per confini il Luso e il Rio Salto e per centri la Chiesuola della Madonna dell'Acqua e il camposanto fosco di cipressi…”.

La Chiesolina aveva bisogno urgente di lavori di restauro e risanamento conservativo, l'Amministrazione Comunale ha stanziato i fondi per finanziare i lavori.

Noi Mauro, Giuseppe e Giorgio abbiamo deciso di promuovere una sottoscrizione tra i Sammauresi per finanziare, all’interno di tutti i lavori di restauro previsti, alcuni interventi specifici.

Con grande soddisfazione possiamo dire che i nostri concittadini hanno risposto in maniera esemplare dimostrando, se mai ce ne fosse bisogno, il loro amore e attaccamento al nostro paese.

Tra gli interventi, installata una bacheca con la poesia I GIGLI che Giovanni Pascoli ha dedicato alla Chiesolina della Madonna dell'Acqua e alla sua mamma e una frase a ricordo della ristrutturazione. Ripristinato il giardino dietro l'abside dove pianteremo dei gigli di sant’Antonio o della Madonna, tanto cari alla mamma del poeta. Rifatto l’impianto di illuminazione interna compreso quello della teca di Maria Bambina. Posizionate nella Chiesolina le bandiere e l'elmetto con le tre baionette volute, dopo la fine della seconda guerra mondiale, dai familiari dei Combattenti e Reduci Sammauresi.

I GIGLI.

Nel mio villaggio, dietro la Madonna

dell'acqua, presso a molti pii bisbigli,

sorgono sopra l'esile colonna verde i miei gigli:

miei, ché a deporne i tuberi in quel canto

del suo giardino fu mia madre mesta.

D'altri è il giardino: di mia madre (è tanto!...) nulla piú resta.

Sono tanti anni!... Ma quei gigli ogni anno

escono ancora a biancheggiar tra folti

cesti d'ortica; ed ora… ora saranno forse già còlti.

Forse già sono su l'altar, lì presso,

a chieder acqua, or ch'è mietuto il grano,

per il granturco: e nel pregar sommesso meridiano,

guardando i gigli, alcuna ebbe un fugace

ricordo; e chiede che Maria mi porti

nella mia casa, per morirvi in pace presso i miei morti.

Giovanni Pascoli

Questo il testo della frase:

“Qui Caterina, madre di Giovanni amava ritirarsi in preghiera, sovente accompagnata dal Poeta fanciullo che ne conserverà negli anni indelebile il ricordo fonte di ispirazione per dolcissime poesie. A testimonianza dell'amore verso il proprio illustre  concittadino, i Sammauresi hanno contribuito volontariamente ai lavori di restauro”.

AD MMXX        G.M.G

MADONNA DELLACQUA 03Durante i lavori di restauro sono stati scoperti alcuni affreschi dei quali nessuno era a conoscenza.

Si tratta di un ritrovamento inaspettato e al momento la mancanza di fondi non ha permesso di eseguire i lavori necessari per poter renderli visibili.

In accordo con il Dott. Marco Musmeci, responsabile delle Belle Arti di Ravenna, si è deciso di lasciare scoperti gli affreschi solo in alcuni punti, per non perderne la memoria, e non appena reperiti i fondi, procedere al loro integrale recupero.

Sulle due porte d’ingresso sono presenti delle piccole vetrate con parti di vetri policromi e due frasi riconducibili alla poetica Pascoliana:

"TU BIBIS, IPSE GEMO" -ti abbeveri al mio dolore-. frase che accompagna la raccolta dei Canti di Castelvecchio.

“NULLA, SI SAPIAM, MAGIS ISTA TEMPORA CINGI FRONDE POETA VELIM" -se sarò un poeta saggio, non vorrò che nessun altra fronda, cinga la mia fronte se non questa-. Verso di Pascoli presente nel poemetto in latino “Fanum Vacunae" -il tempio di Vacuna- del 1911

Cenni storici sulla storia della Chiesolina della Madonna dell'Acqua.

Il 6 novembre 1927, viene inaugurato il Monumento ai Caduti con  l'apposizione, sulla facciata principale, di due lapidi con i nomi dei Caduti della prima guerra mondiale.   

Il Sammaurese Maestro Giulio Tognacci, primo curatore di Casa Pascoli, il 17 giugno 1933 scriveva un articolo sulla Chiesina della Madonna dell'Acqua, destinata a divenire tomba della famiglia Pascoli, progetto in seguito modificato.

Noi supponiamo che molto probabilmente il progetto non si concretizzò  per l'opposizione e la riluttanza della sorella Mariù a trasferire le spoglie del Poeta a San Mauro.

Mariù, diversamente dal poeta, fu sempre “ostile” verso i Sammauresi per diversi motivi: l ‘omertà nell'omicidio del padre, il fatto che Pascoli volesse ricomprare la casa della mamma (oggi sede del museo) e i Sammauresi non lo facilitarono in  questo.

Nel suddetto articolo, il Maestro Tognacci riporta alcuni documenti tratti dall'archivio comunale di San Mauro, risalenti al Seicento e anni seguenti.

“Il 23 maggio 1616, nel Consiglio comunale di San Mauro, comparvero Marchino Perazzoni et Marco Amati, et adimandarono una lettera di favore diretta a Monsignore Illustrissimo Vescovo di Rimini in materia della Cella dell'Acqua et dissero haver fatto obligo a mons. Vicario di voler dar fine alla Fabrica. Dal consiglio fu ordinato che si scriva a detto Mons. Vescovo. MADONNA DELLACQUA 04

Quattordici anni più tardi, Marco Amati, vecchio in età di anni novanta, inabile a trattare più alcun negozio, cedette lo jus patronato dell'oratorio alla Comunità”.

Nel 1793 il Seminario Vescovile di Rimini concedeva in Enfiteusi per tre generazioni maschili al nobile Giuliano Gozi patrizio di San Marino, il Beneficio della Madonna dall’Acqua posto in San Mauro e amministrato da quel Seminario, per l’annuo canone di 6 scudi a favore del Seminario stesso, coll’obbligo nell’enfiteuta del mantenimento della chiesa di detto Beneficio, della casa rurale, degli arredi sacri e degli utensili, e la cura di tre piccoli appezzamenti di terra che costituivano il possesso del suddetto Beneficio e con la soddisfazione delle collette, dei pesi camerali e comunitativi, della celebrazione delle Messe - due messe ogni settimana e tre messe nel giorno di San Francesco - e di altri offici annuali.

Nel 1805, con le soppressioni napoleoniche, i beni del Seminario passarono poi al Demanio Nazionale, e quindi furono ceduti al Municipio di Rimini come fondo di Pubblica Istruzione. I fratelli Gozi continuarono quindi a pagare l’annuo canone al Municipio di Rimini.

Nel 1867 i terreni vennero poi affrancati dall’enfiteusi e divennero proprietà della famiglia Gozi.

I terreni nel 1884 sono ancora indicati come proprietà di Federico Gozi Giuliano, Domenico e Caterina.

Nel 1887 Federico Gozi, a nome proprio e per conto di altri cugini Gozi, vende per Lire 1950 a Guseppe Vincenzi fu Giovanni il terreno posto in San Mauro, diviso in tre campi e sul quale si trovano una casa colonica e l’oratorio della Madonna dell’Acqua. Con il podere si vendevano e si trasferivano anche tutti gli stabili ivi presenti, con tutti i diritti, usi e servitù, sia attivi che passivi.

Nel 1904 una lettera dell’arciprete di San Mauro assicura che il legato pio di messe a favore dell’Oratorio della Madonna dell’Acqua, esistente nella parrocchia di San Mauro, veniva regolarmente adempito ogni anno, all’altare di detto Oratorio, di solito dal Cappellano o da altro sacerdote.

Nel 1905 Giuseppe Vincenzi vendette all’ing. Leopoldo Tosi, che acquistava in nome e nell’interesse dei Principi Torlonia, questi terreni.

MADONNA DELLACQUA 05La chiesina è rimasta inalterata fino ai primi anni ’20 del Novecento, periodo in cui ha subito l'attuale trasformazione in Monumento ai Caduti in guerra.

Fra il 1928 e il 1929, viene affidata al Geometra riminese Giuseppe Maioli, la progettazione di tutta l'area Pascoliana a San Mauro, comprensiva di Casa Pascoli -dichiarata Monumento Nazionale-, del Giardino d'Infanzia e della Casa di Riposo.

Si voleva, cioè, riunire in un unico luogo tutto il patrimonio morale, ideale e tangibile di cui San Mauro si gloria, si voleva che un nucleo insigne di opere attestasse il culto della Patria, il ricordo Sacro ai Caduti della grande guerra e la riconoscenza, in forma benefica, al grande poeta Giovanni Pascoli, Zvanì,  nomignolo con il quale i Sammauresi chiamano il loro illustre concittadino.

Questi interventi facevano parte di un importante programma di opere pubbliche che comprendevano: la casa littoria, le abitazioni popolari e la caserma dei Carabinieri.

Le inferriate che adornano le porte della scuola d'infanzia, disegnate dal geom. Maioli, con i graziosi piccoli ma accoglienti nidi con uccellini cinguettanti, riassumono in modo meraviglioso    la poetica del Pascoli.

Questi uccellini riportano alla mente la poesia “Il nido dei Farlotti", nido che il poeta accosta alla sua famiglia costretta, dopo l'omicidio del padre, a lasciare la Torre “…noi s'era in otto, nove con essa, nella carrozza, piccoli, stretti, e lei che stava bianca e dimessa…”. -Farlotto -Averla in italiano- piccolo passerotto.

La Chiesolina, danneggiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, è stata  ricostruita.

Non siamo in grado di attribuire con esattezza il motivo della dedicazione della Chiesolina alla Madonna dell'Acqua, in quanto nel paese si sono tramandate oralmente diverse narrazioni a sostegno di queste asserzioni, tutte meritevoli di considerazione.

Per non fare torto a nessuno ci piace riportarle, in quanto espressioni di quelle tradizioni popolari, religiose e contadine da sempre presenti nel territorio Sammaurese, che hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo del nostro Comune:

-nei pressi del luogo dove è stata eretta la Chiesolina era presente una sorgente di acqua finissima, ricordiamo che nel XVII secolo, così come oggi, l'acqua era un bene primario essenziale per ogni tipo d'attività

-lungo la strada era presente un canale che dava in nome anche alla via, detta “Via dell'Acqua"

-il luogo dove è stata eretta la Chiesolina era nei periodi di siccità il punto d'arrivo delle processioni dei Sammauresi che chiedevano alla Madonna la pioggia.

Un ringraziamento alla Dott.ssa Rosita Boschetti direttrice dei Musei del Parco Poesia Pascoli e al Dott. Luca Barducci per le ricerche.

Fotografie:

storiche dall'archivio Museo di Casa Pascoli

attuali del Sammaurese Tommaso D'Aquino

Pubblichiamo con piacere due articoli degli Antichi Statuti di San Mauro che pur essendo antecedenti alla costruzione della Chiesolina della Madonna dell'acqua riassumono bene il culto, la devozione e lo spirito cristiano dei Sammauresi.

STATUTA SANCTI MAURI A.D. 1522

Libro terzo Rub. 30

–De pena blasfemantis Deum vel Sanctos

-Pena per chi bestemmia Dio e i santi

“A chi bestemmia o maledice Dio o la Madonna, è comminata una pena di cento soldi. La bestemmia contro i santi e le sante comporta una pena dimezzata. Le quali pene il vicario farà depositare nello zocco del comune. Chiunque sia in grado di denunciare un bestemmiatore, avendo un testimone degno di fede, ha diritto alla metà della pena.

Libro primo Rub. 18

–De oblationibus fiendis in festivitatibus Sancti Iohannis et Petri

-Offerte per le festività dei santi Giovanni e Pietro

“Alla salute dell'anima giova ogni tanto essere liberi da compiti d'ufficio, perciò viene fissato che ad ogni festa dei santi Giovanni e Pietro il massaro deve acquistare, a spese del comune, un doppione di cera del valore di trenta soldi e dieci candelotti da un soldo ciascuno. Il vicario e i consiglieri li terranno in mano e li offriranno durante le celebrazioni religiose dei giorni suddetti. Il massaro negligente incorrerà in una pena di venti soldi; il vicario e i consiglieri negligenti, in una pena di quaranta soldi ciascuno.

Mauro Rossi

Giuseppe Casadei

Giorgio Zicchetti

(San Mauro Pascoli)

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