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2008_villa_panzini_bellaria.jpgBELLARIA – Riceviamo e pubblichiamo questo articolo scritto da Sandro Campana, cittadino di San Mauro Mare. Si tratta del parco di villa Panzini a Bellaria, nel confine con San Mauro Mare.

«Purtroppo, solo ieri siamo venuti a conoscenza dello scempio che si è perpetrato al parco di villa Panzini a Bellaria. Un antico parco, con alberi di vaste proporzioni è stato raso al suolo. L'Amministrazione Comunale aveva un parco già fatto, pronto, ricco di biodiversità, un polmone verde per Bellaria-Cagnona, eppure nell' incoscienza più totale e nella totale mancanza di rispetto per le altre specie viventi e per la biodiversità, sono stati tagliati circa quattrocento alberi di alto fusto. Quel bosco era ricco di animali selvatici, vi nidificavano picchi, gufi, barbagianni, lo sparviere ed altri rapaci notturni, tutti animali protetti e tutelati dalle Direttive Comunitarie, per non parlare poi delle numerose specie di uccelli, dei coleotteri e della fauna minore in genere. Era quello un bosco ricco di biodiversità, eppure in un gesto di assurda follia, tutto è stato cancellato, con la scusa di fare un parco fruibile per i cittadini e di alcuni alberi pericolanti.

Gli ambientalisti e il WWF in primis, stanno portando avanti da anni una lotta in difesa della biodiversità anche all'interno delle città , con aree a parco o interi parchi lasciati alla libera evoluzione naturale. Qui c'era già, Bellaria aveva un bene ambientale di grande pregio, ma in men che non si dica è stato demolito, in nome del nuovo e di un parco fruibile per tutta la specie umana. In questa logica le altre specie viventi non hanno diritto di vita, la biodiversità non va tutelata, perchè l'uomo deve andare dappertutto, deve calpestare tutto, deve colonozzare ogni luogo, a spese della natura. L'ossigeno, un bene non misurabile col PIL, che quel parco dava all'ambiente non è certo stato conteggiato; si sono conteggiate le centinaia di migliaia di euro che servono per l'abbattimento, quelli che servono per il rifacimento di un nuovo parco, ma nessuno ripagherà l'ossigeno mancante , né gli animali che lì avevano trovato dimora. Ma guarda caso che le Amministrazioni Comunali si lamentano sempre di essere in difficoltà economica e poi gettano via i soldi pubblici per abbattere un bene prezioso che hanno e per rifarlo nuovo, e addirittura creando un notevole danno ambientale.

Ecco arrivato al varco il nuovo assessore Galeffi, presentato a suo tempo dal Sindaco come un grande ambientalista. Attila dalla scure feroce, altroché ambientalista! E pure la ex assessora credeva di fare l'ambientalista tagliando il parco a rate, tanto per dare meno nell'occhio, e forse credendo di salvarsi la faccia, senza pensare che comunque non avrebbe mai salvato la natura. Tale parco andava lasciato nella sua integrità con al massimo qualche piccolo intervento non invasivo di carattere strettamente necessario. D' altronde non tutte le aree del parco avrebbero dovuto essere calpestabili. Quello sì sarebbe stato un intervento di qualità, assessore Galeffi, non certo la strage da lei compiuta.»

Sandro Campana

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