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GarbugliaL’intervento del sindaco Luciana Garbuglia a favore del Sì.

Perché votare Sì?
Per aiutare questo paese ad andare verso quel cambiamento di cui abbiamo bisogno. Sono 30 anni che aspettiamo una riforma del nostro sistema parlamentare, una riduzione dei costi della politica, una chiara definizione dei compiti delle Regioni e dello Stato, l'abolizione di un ente inutile come il Cnel o l'abolizione delle province, che sta già avvenendo senza chiarezza. Viene inserita nella nostra Costituzione la parità fra uomini e donne per le candidature dei rappresentanti nelle istituzioni: e questo è un cambiamento significativo per il nostro paese. Il cambiamento non è come quello auspicato da ciascuno di noi? Certo si poteva fare di più, ma perché buttare via il buono che c'è? Perché non intraprendere questo importante percorso di riforma che può rispondere alle esigenze di un mondo che cambia e che richiede l'impegno a snellire procedure per dare risposte certe e dare concretezza alle scelte che operiamo tutti i giorni per migliorare il nostro paese?

Cosa non ti convince del No?
Innanzitutto la paura, votano no perché temono la deriva autoritaria, quando questa riforma non tocca i poteri del premier; votano no perché si poteva fare di più e abolire il Senato, mentre io credo che un luogo dove i comuni e le regioni si confrontino con le leggi del Parlamento e le discutano sia utile per dare forza alle autonomie locali. Ma soprattutto quello che non mi convince del no è che è solo un progetto “contro”, contro il cambiamento, contro la riforma, contro questo governo che ha sostenuto fortemente la riforma. Sono senza un progetto politico di costruzione del futuro, sanno stare solo fermi: ecco il collante che ha unito forze così diverse fra loro, da Salvini a D'Alema a Grillo.

Come ne uscirà il Pd dalreferendum?
Dipende dal risultato. Credo che un risultato del no metta fortemente in discussione la leadership anche nel partito del segretario Renzi: al Congresso sarà tutto da rifare.

Un risultato positivo per il sì, come io auspico, conferma il nostro segretario e questo Governo, così come la disponibilità a costruire un dialogo più fattivo con le minoranze all'interno del partito. Io vorrei un partito plurale che sappia confrontarsi e discutere, così come sappia accettare le scelte della maggioranza. Quindi anche per garantire un Pd forte e unito, voto .

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