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voto urneCome possono sei soli mesi cambiare la geografia elettorale di un paese. Il responso delle Regionali di ieri è stato chiaro: vince un altissimo astensionismo (2 elettori su 3 non hanno votato), ma vince soprattutto la Lega Nord che si “mangia” l’intero centro-destra. I discepoli di Salvini passano dal 4,5% delle Europee al 21,6% di ieri, con un salto di ben 17 punti in percentuale. Neanche alle comunali di cinque anni fa, momento del massimo splendore, si era arrivati a tanto (14,1%). Male Forza Italia che lascia sul campo 5 punti in percentuale (dal 12,6% a 7,6%), così come Fratelli d’Italia che perde 1 punto (3,3% a 2,3%). Cresce invece il Nuovo centro destra che guadagna quasi 1 punto (1,9% a 2,8%).
Primo partito si conferma il Pd, praticamente senza rivali nelle vicinanze, che lascia però sul campo 5 punti rispetto alla tornata di sei mesi fa: 44,7% alle europee, 39,5% alle regionali. Decisamente male i 5 Stelle, il gruppo che perde più voti per strada di tutti: il boom del 24,5% delle europee, viene ridimensionato dal 17,9% di ieri, -6,6% di voti.

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