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voto urneContate le schede e messi da parte i comizi della più lunga campagna elettorale della storia del paese (causa le primarie del Pd), facciamo alcune piccole considerazioni sul voto comunale.
1 - Per la prima volta, dopo vent’anni, il sindaco non conquista il 50% dei voti. Era prevedibile vista la frammentazione delle liste elettorali, una vera e propria assurdità con il turno unico del sistema di voto. L’augurio è che sia di monito per le prossime elezioni fra cinque anni.
2 - L’elettore sammaurese nell’urna è molto più accorto di quanto si creda: distingue tra voto europeo e quello comunale. Il Pd alle europee porta a casa il 46,6%, la Garbuglia il 41%. I 5 Stelle il 24,5% alle europee, 17,8% alle comunali. Tspiras alle europee 2,2%, Merciari il 9,1%. Insomma, nel locale si guarda in faccia il candidato e si valuta di conseguenza.
3 – Scompare il centrodestra. O meglio, in campo rimane solo l’ala leghista con Mauri. Circa un 20% di voti tra Forza Italia, Nuovo centro Destra, Fratelli d’Italia e altri, non ha rappresentanza in consiglio comunale. Una follia di cui parleremo ancora in questi giorni.
4 – In attesa di conoscere la lista degli assessori, tanti sono i volti nuovi nel prossimo consiglio comunale. Solo tre i confermati dalla precedente legislatura: Albert Alessandri, Cristina Nicoletti e Fausto Merciari. Tra gli esclusi spiccano i nomi del capolista segretario Pd Daniele Tedaldi e dell’ex consigliere Nicola Ravagli.

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