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voto urneCon l’abbuffata di liste elettorali alle prossime comunali (ben 5), la politica a San Mauro ha inspiegabilmente riportato le lancette indietro di vent’anni, tornando a ragionare come se ci fosse il proporzionale. È risaputo che il maggioritario secco premia chi porta a casa più voti, così come è risaputo che da quando è stato adottato ha garantito due cardini alla base di qualsiasi legge elettorale: rappresentatività e governabilità. Se la governabilità sarà di certo garantita anche in queste comunali visto il pacchetto di consiglieri di maggioranza che porta in dote a chi vince, qualche dubbio lo riserva la rappresentatività. Negli ultimi due decenni tutti i sindaci eletti hanno avuto una legittimazione popolare netta e chiara, conquistando un elettore su due: anno 1995 Garbuglia 50,3%; anno 1999 Garbuglia 59,1%; anno 2004 Gori 65,4%, anno 2009 Gori 54,5%. In queste elezioni l’asticella si abbasserà di parecchio al punto da pensare a una vittoria sotto il 40%. In sostanza per la prima volta avremmo un “sindaco minoranza” con tutto ciò che ne consegue. Tutto legittimo, per carità. Ma, esclusi i grillini che mai si alleano, ne valeva la pena creare due liste di centrosinistra e altrettante di centrodestra? I dubbi sono più che legittimi. Buona Pasqua a tutti!
Filippo Fabbri

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