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Eva NeriIl messaggio è chiaro: “Ci sono due modi diversi di vedere la politica. È giunta l’ora che una nuova generazione del Partito Democratico scenda in campo. Chi ha avuto un ruolo importante nel passato deve fare un passo indietro, magari come un padre nobile per le buone cose fatte. Ma c’è un’etica anagrafica sulla quale non possiamo sottrarci”. La renziana Eva Neri è netta nel giudizio, il suo è un messaggio di salto generazionale, filo conduttore della sua campagna alle primarie. Battaglia che a San Mauro si preannuncia durissima e che lei proprio non si aspettava: “Sono stata scelta da una elezione democratica e unanime nel Partito quale candidato unico”, e invece a pochi giorni dalla chiusura delle candidature si è ritrovata a un mese di campagna elettorale “suppletiva” per il paese (si vota il 9 marzo). Nessun faccia a faccia ci sarà con la Garbuglia, così come nessuno degli ultimi due sindaci sarà candidato in caso di sua vittoria. Il suo avvicinamento alla politica è avvenuto un anno fa con i comitati Renzi, contagiata dai “tanti giovani che hanno deciso di mettersi in gioco”. Tante le proposte annunciate, dalla cultura al turismo, passando per l’imprenditoria (“i nostri imprenditori non sono normali ma speciali: assumono quando tutta l’Italia è in crisi!”). Ma è l’andare oltre al passato il tasto su cui spinge di più. Il suo slogan è: “San Mauro guarda avanti”. Ancora più esplicito il comunicato stampa che riporta il testo di una canzone a cui Eva fa riferimento: “quello che non ho, quello che non voglio, è un treno arrugginito che mi riporti indietro da dove sono partito”. Chissà a chi fa riferimento quel treno… (ff)

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