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miro goriMiro Gori interviene sulla sua pagina facebook, per la prima volta dopo l’esito del voto, per tracciare un’analisi sul perché sia stata bocciata la fusione. Parole dure le sue sulla scelta dei sammauresi. “Un errore. Questo hanno fatto, respingendo la fusione con Savignano, i sammauresi. Perché l'unico modo per continuare a mantenere la nostra qualità - non dico incrementare, almeno mantenere - era ed è quello. Nessun altro modo è alle viste. Nessuno ha proposto nulla. (No. Qualcuno ha proposto l'unione. Che è altra cosa. E che aumenta la burocrazia. Apparati politici in più. Apparati amministrativi in più. Glissons.). Così non cambierà nulla”.
L’esito del voto sarà rispettato: “Quando si chiama la gente al voto, bisogna rispettarne l'esito. E il futuro che scaturirà da questo esito, debbo dirlo pur detestando atteggiarmi a Cassandra, non è per nulla roseo
”.
Poi un’analisi sul perché della vittoria del No, incentrata sul tema dell’identità. “Le ragioni sono molte. Il tema dell'identità e del campanile. Il fatto che la qualità della vita sia buona e questo induca a resistere al cambiamento. La perdita, lungo il percorso, di Gatteo che ha ridotto il confronto a due poli. Errori nella presentazione del progetto (che non vedo ma potrebbero esserci stati)...

Il fatto, però, che mi sembra prevalere (e mi colpisce, nella varietà dei significati del termine) è quello identitario. Per spiegarmi parto da una domanda. Perché a San Mauro molti hanno insinuato che per noi si sarebbe trattato di un'annessione a Savignano e, per converso, a Savignano a nessuno è passato nemmeno per l'anticamera del cervello che il comune sarebbe diventato una frazione di San Mauro?
Tutto ciò non si può spiegare con le dimensioni: San Mauro è più piccolo. No. Una mentalità autonoma o almeno una mentalità non subalterna non dipende (o non dipende solo) dalla quantità. La ragione vera sta nella modalità storica lungo la quale si è costruita l'identità sammaurese. Se è vero infatti che il toponimo San Mauro è antico di secoli e che gli statuti comunali risalgono al Quattrocento, allo stesso tempo, la nostra identità s'è costruita in opposizione a Savignano. Il che ci ha relegato in una posizione difensiva e timorosa. Puro e semplice arroccamento nello status quo. Pura e semplice espressione di una cultura subalterna. E' prevalsa, insomma, un'identità rivolta al passato. Non, come dovrebbe essere, rivolta al futuro. Un progetto. Un'idea che guarda avanti
”.

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