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SAN MAURO PASCOLI – (19 Settembre 2005) - Il Gruppo de La Rondine di San Mauro si scaglia contro la politica di Hera. Di seguito riportiamo per intero l’intervento inviatoci.

«In questi giorni stanno arrivando nelle case dei cittadini della Provincia e dei Comuni del Rubicone i regalini di HERA e delle amministrazioni comunali di centro sinistra. Regali pesanti visto che sono la bolletta unica multiservizi di Hera Spa e la TARSU con l’aumento del 10% stabilito lo scorso anno al quale andrà ad aggiungersi, grazie all’appoggio dell’ATO di Forlì-Cesena presieduto dal Presidente Provinciale Massimo Bulbi, il 15% per il prossimo quadriennio. A fronte di tali aumenti si ravvisa la insufficiente politica da parte di HERA Spa nella raccolta differenziata. Infatti nel 2004 la raccolta differenziata nella Provincia di Forlì-Cesena si è fermata ad appena il 23,6% ! Eppure si è sperimentato anche il servizio di raccolta dell’umido, poi improvvisamente svanito, con i cittadini che non sono stati debitamente informati su come e in che termini continuare la raccolta. Stessa cosa per la plastica e la carta. E’ vero che si sono i cassonetti appositi ma tutto si svolge alla rinfusa, senza organizzazione e comunicazione appropriata da parte di HERA SPA più impegnata a fare business e fusioni con altre aziende municipalizzate di parte emiliana, anzi con l’ingresso di META MODENA la Romagna sta diventando una semplice succursale di HERA Spa. (Se l’Offerta Pubblica di Acquisto sul 29% del capitale sociale di META andrà a buon fine il Comune di Bologna verrà a detenere una quota pari al 15,39%, il Consorzio AMI pari al 5,29 % mentre il Comune di Modena deterrà l’11,46 % diventando il secondo azionista. Inoltre il nuovo Cda di HERA passerà da 14 a 18 membri;  3 nominati dagli azionisti pubblici di META ed uno da quelli privati. Tieni conto che la Romagna ha nel suo complesso 4 membri – 1 Forlì, 1 Rimini, 1 Ravenna, 1 Cesena. Il Comune di Bologna da solo ne ha 4, la Provincia di Bologna 1, Ferrara 1, il Consorzio AMI-Imola-Faenza 1, i Privati 3. In totale l’Emilia ha 9-10 consiglieri nominati dagli enti locali  mentre la Romagna 4-5 a seconda dove vogliamo mettere Imola. Comunque siamo sempre minoranza. Alla faccia che contiamo qualcosa.). Sui giornali di questi giorni sono apparse le dichiarazioni di vai politici di centro sinistra che, stracciandosi le vesti, hanno affermato che HERA è senza più controllo politico, che non rispetta il legame con il territorio, che sta penalizzando la Romagna etc. Ma dove erano tutti questi pubblici amministratori quando è stato firmato il patto che ha portato alla fusione di Unica Forlì-Cesena con Seabo Bologna dando vita al colosso HERA? La nostra lista ed i partiti che la sostengono, AN, FI e UDC, si è opposta fin dall’inizio alla nascita di HERA prevedendo che il fattore finanziario ed economico sarebbe prevalso sulla funzione di “pubblico servizio” che l’azienda doveva avere e che ci sarebbe stato un predominio della parte emiliana su quella romagnola. Prima HERA è servita a qualcuno per garantire posizioni di potere e di rendita; ora che è completamente sfuggita al controllo di chi l’aveva voluta si odono lamentele e proteste. L’unica speranza che abbiamo è la liberalizzazione del settore energetico e dei servizi cosicché siano i cittadini a decidere da chi vogliono ricevere i servizi visto che le locali amministrazioni di centro sinistra non sono state in grado di difenderli. La Rondine San Mauro»

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