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SAN MAURO PASCOLI – (8 Novembre 2006) – Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato stampa congiunto a firma di Gilberto Montemaggi del gruppo “La Rondine”, Luca Lucarelli di Alleanza Nazionale, Massimiliano Righi di Forza Italia.

 «Oggi (lunedì 6 novembre, ndr) le maestranze della Sergio Rossi - Gucci, in particolare le donne del reparto giunteria, hanno incrociato le braccia per protestare contro la strategia dell’attuale proprietà che vorrebbe la delocalizzazione di una parte della lavorazione in altri stabilimenti anche all’estero, si parla addirittura della Cina. Le garanzie della proprietà di riassorbire la manodopera impiegandola in altre mansioni non convince in quanto dequalifica e svilisce una delle professioni più altamente qualificate. Il rischio è che vi siano in futuro licenziamenti e dimissioni dei lavoratori della fabbrica, ai quali va la nostra solidarietà, con la conseguente perdita dei posti di lavoro e l’impoverimento delle famiglie colpite dai provvedimenti. La scelta dell’attuale proprietà della Sergio Rossi non ci sembra ad oggi comprensibile. Non vorremmo che questo fosse l’inizio dello smantellamento della produzione con la relativa perdita di un marchio storico per il settore della calzatura sanmaurese. Tutto questo non può avvenire in sordina e nel silenzio generale. Come gruppo consigliare La Rondine, insieme alle segreterie di AN e FI, chiederemo in consiglio comunale, attraverso un’interrogazione, che l’amministrazione e il Sindaco Gori si attivino immediatamente nei confronti della proprietà aprendo un tavolo comune con sindacati, provincia e istituzioni locali al fine di prendere conoscenza delle strategie del Gruppo Gucci ed eventualmente assumere gli opportuni provvedimenti per salvaguardare le persone che potrebbero perdere il posto di lavoro. Quando la Gucci acquistò il marchio Sergio Rossi tutti gli amministratori locali brindarono per l’arrivo sul territorio di un gruppo economico-finanziario così importante; attraverso il nuovo stabilimento, realizzato con un accordo di programma che coinvolse anche la Regione Emilia Romagna, l’allora amministrazione Garbuglia garantì che la Rossi-Gucci sarebbe stata il fiore all’occhiello dell’industria calzaturiera locale e che l’occupazione sarebbe aumentata in virtù delle strategie del gruppo. Ad oggi invece si scopre che la proprietà intenderebbe delocalizzare parti della lavorazione compromettendo in questo modo non solo l’occupazione sul territorio ma anche la qualità del prodotto con ripercussioni negative anche su tutto il distretto calzaturiero del Rubicone. Occorre attivare  immediatamente tutte le procedure possibili per tutelare l’occupazione, la storia e l’identità della Sergio Rossi e della calzatura di San Mauro Pascoli.»

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