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Nei giorni scorsi ci ha lasciato il Professore Mario Pazzaglia, presidente dell’Accademia Pascoliana per 18 anni, grande studioso del Pascoli, autore di un celebre manuale scolastico. Di seguito il ricordo di Piero Maroni, attuale Vicepresidente dell'Accademia Pascoliana.

 di Piero Maroni

Mario Pazzaglia x sitoChi era dunque Mario Pazzaglia? E perchè a San Mauro si parla di lui che abitava ed era di Bologna?

Eppure il 12 settembre nella cerimonia funebre presso la chiesa degli Alemanni in quel di Bologna era presente il Sindaco di San Mauro col gonfalone del Comune e l'Accademia Pascoliana con una propria delegazione.

Andiamo indietro negli anni, quando nel lontano 1982, su iniziativa della Fondazione Domus Pascoli, si riesumò una vecchia idea di Accademia Pascoliana che era stata abbozzata nel 1967 dallo stesso Ente, ma che per varie ragioni non aveva trovato sviluppo e consistenza. Costituiti gli organismi dirigenti e approvato lo Statuto, la prima operazione amministrativa e culturale fu di coinvolgere il Dipartimento di Italianistica dell'Università di Bologna. Non c'erano allora nè agganci, né conoscenze dirette con l'Ateneo bolognese, per cui non poco fu lo stupore quando giunse risposta affermativa, un docente del Dipartimento sarebbe venuto a San Mauro per entrare operativamente nella neonata Accademia.

Era il 1984 e non senza qualche contrasto interno all'Università, Mario Pazzaglia entrò a far parte dell'Accademia Pascoliana di San Mauro. Il suo ingresso segnò immediatamente, e in positivo, una significativa svolta culturale tanto che nel 1987, dopo aver ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte del Ministero ai beni Culturali, il primo presidente, Fermo Fellini, si dimise e gli subentrò Mario Pazzaglia.

Il professore era già assai noto negli ambienti scolastici e culturali in quanto autore di una antologia letteraria che per almeno trent'anni è stata la più adottata nelle scuole superiori in tutta Italia.

Nella conduzione dell'Accademia di San Mauro riversò tutto il suo entusiasmo, creatività e competenza, citare le iniziative da lui promosse e sostenute è cosa pressoché impossibile, basti dire che nel breve volgere di qualche anno l'Accademia assunse un prestigio riconosciuto a livello nazionale, per i più affermati critici letterari italiani e non solo, San Mauro e l'Accademia divennero un imprescindibile punto di riferimento. Furono quelli anni d'oro per l'Accademia, da Enti pubblici e privati pervenivano importanti contributi finanziari che consentivano un'intensa e concreta possibilità di incrementare studi, convegni e pubblicazioni che contribuirono in maniera incisiva a rilanciare maggiormente l'opera e la figura di Giovanni Pascoli.

Per i meriti e i successi conseguiti, l'Amministrazione Comunale gli conferì nel 1992 la cittadinanza onoraria e il riconoscimento gli fu talmente gradito che San Mauro divenne a tutti gli effetti la sua seconda patria.

Era sempre presente ad ogni pur minima occasione e spesso, e senza preavviso, si catapultava da Bologna, a tutta velocità percorreva l'autostrada con la sua Golf e capitava in paese a battere alla porta di Sanzio Tognacci o di Enrico Pollini per andare poi con Fermo Fellini in qualche osteria o ristorante locale.

La fama e il prestigio dell'Accademia accrebbero così tanto che Mario Pazzaglia veniva invitato in diverse parti d'Italia a tenere conferenze sulla poetica del Pascoli, quasi sempre era presentato come il più importante pascolista vivente ed egli, ad ogni inizio di conferenza, non dimenticava di lodare San Mauro e il territorio di questa parte di Romagna in cui, parole sue, “aveva trovato un autentico desiderio di cultura”.

Per 18 anni resse la Presidenza dell'Accademia, nel 2005 lasciò l'incarico indicando Clemente Mazzotta, anch'esso docente all'Ateneo bolognese, come suo successore col chiaro intento di continuare quel rapporto con l'Università che grandi frutti ha maturato e che ancora oggi prolificano copiosi seguendo la via da lui tracciata.

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