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SAN MAURO MARE – Nei giorni scorsi è uscito il volume “Un prete in bicicletta” curato da Raffaello Dellamotta. Di seguito pubblichiamo la recensione del volume uscita il 4 febbraio scorso su “La Voce di Romagna”, a firma di Matteo Fabris, “Un prete in bicicletta attraversa la memoria di San Mauro Mare”.

«Vengono chiamate “terre di confine”, cerniere tra due territori. San Mauro Mare, la piccola frazione a sette chilometri da San Mauro Pascoli, può essere definita così. Nel mezzo tra due provincie, Rimini e Forlì-Cesena, a metà tra due realtà più grandi, Bellaria e Gatteo Mare. Difficile tracciare la storia di queste piccole realtà di confine, soprattutto per il doppio volto che rivestono: affollate e quasi caotiche d’estate col loro flusso turistico, deserte e malinconiche d’inverno. San Mauro Mare non sfugge a questa sorte, con la particolarità di essere una realtà che conta quasi 300 mila presenze concentrate in pochi mesi, grazie ad appena 700 metri di spiaggia.

E forse proprio per questo doppio volto, quasi schizofrenico, che rischia di far smarrire la propria identità di paese, nel corso degli ultimi anni è emersa la voglia di riscoprire la storia e le proprie origini. Prima con la pubblicazione del libretto di Caterina Tisselli, “L’edicola di nonno Mario”, sulla storia dell’unica edicola del paese; recentemente con il volumetto “Un prete in bicicletta” (Il Ponte editore, 2007, pp. 110, euro 10), curato di Raffaello Dellamotta. Il libro è la storia di don Ivo Rossi, il parroco che ha fondato la locale parrocchia di Santa Maria Goretti a San Mauro Mare nel lontano 1963, voluta da Monsignor Emilio Bianchieri, guidata fino al 2002. Una storia di vita pastorale che è un tutt’uno con quella dei propri parrocchiani, con cui ha vissuto fianco a fianco per quasi quarant’anni. Anni di repentini cambiamenti anche in un piccola realtà parrocchiali come San Mauro Mare, alle prese con i mutamenti ecclesiali del Vaticano II, e quelli economici di un turismo che nel volgere di pochi decenni è divenuto fenomeno di massa. Don Ivo ha vissuto tutto ciò sin dal suo arrivo, da subito contrassegnato da quelle che lui stesso ha definito le “4 F”: fame, fumo, freddo, fastidi. Sì, perché la parrocchia di San Mauro Mare al suo sorgere era un ambiente povero, formato da una piccola casetta di quattro stanze sprovvista anche degli elementari servizi igienici. La prima chiesa a San Mauro Mare sorgerà l’anno dopo, così come tutta una serie di altri servizi che renderanno la parrocchia di San Mauro Mare assimilabile a quelle delle vicinanze. Ma al di là dei singoli eventi il volume è interessante in quanto testimonianza di una piccola storia di parroco che ha saputo diventare storia di un’intera comunità di anime, in una terra di confine dalla difficile identità.»

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