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Mercadini RobertoUn passato che non passa”. Questo il titolo della serata di martedì 10 dicembre alle 20.45, nel teatro di Villa Torlonia (ingresso libero). Roberto Mercadini (nella foto) e Gianfranco Miro Gori raccontano come e perché in Italia i conti col fascismo - pur se risolti allora in modo radicale dai partigiani e dagli alleati - in seguito non sono stati fatti in maniera compiuta.

Si sente sempre più spesso ripetere – spiega una nota dell’Anpi che organizza la serata -, la frase capziosa: ‘Mussolini ha fatto anche cose buone’, oppure un'altra del pari falsa: ‘Ah, se Mussolini non avesse fatto le leggi razziali’, o un'altra ancora assai ingannatrice: ‘Ah, se Mussolini non fosse entrato in guerra’. Frasi che rivelano come non sia stata chiarita in modo definitivo, nonostante l'esplicito dettato costituzionale, la natura malvagia del fascismo”.

 

D'altra parte non può che destare inquietudine che sia stato accolto nel parlamento repubblicano un partito neofascista come il Movimento sociale italiano, guidato da un ex repubblichino non pentito già segretario dell'ignobile rivista razzista “La difesa della razza”, né, per venire all'oggi, siano in circolazione formazioni politiche che si richiamano al fascismo”.

Dal racconto di Gori e dalle letture di Mercadini apparirà come la frase “Mussolini ha fatto anche cose buone” sia completamente falsa. Un solo esempio da un lungo elenco di menzogne: non è assolutamente vero che la pensione sia stata introdotta in Italia da Mussolini.

E apparirà altresì chiaro che le leggi razziali erano connaturate al fascismo, ne facevano parte integrante, insomma non furono un accidente determinato dall'esempio nazista; così come la guerra e il bisogno di un nemico fossero strettamente necessari al duce, il quale come è noto dichiarò con supremo cinismo che gli serviva qualche migliaio di morti per sedere da vincitore al tavole della pace.

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