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Parrocchia festaDopo oltre mezzo secolo di storia quella che un tempo era chiamata Festa dell’Addolorata cambia nome e sede. Si trasferisce al Centro Giovani, sempre parrocchiale, e prende il nome di “Parrocchia in festa”. Non un semplice make-up di facciata ma un cambio dell’evento a tutto tondo. A partire dai giorni, che salgono a tre, da venerdì 15 a domenica 17 settembre. Poi nella formula, con ogni serata dedicata a un tema specifico: venerdì i giovani, sabato a bambini e famiglie, domenica a tutti. “Il filo conduttore della Festa è la speranza – spiega Don Gianpaolo Barnabini – Oggi c’è troppa ansia e preoccupazione del futuro. Noi vogliamo riaccendere i legami dello stare insieme, attraverso gesti semplici come il mangiare, ascoltare musica, condividere a tavola”. Nel cupo clima di oggi suonano come quasi “rivoluzionarie” le parole del parroco. “Una Festa non ha bisogno di chissà quali ingredienti per essere riuscita, semplicemente deve avere la voglia di vincere le proprie chiusure, il proprio isolamento, il proprio individualismo. Fare sentire le persone parte di una comunità che cammina insieme avendo Cristo come punto di riferimento”.

All’organizzazione di “Parrocchia in Festa” lavorano da otto mesi una quindicina di persone dalle età più disparate, che hanno messo a punto un programma dalle proposte molto varie: incontri (venerdì c’è Manuel Mussoni presidente diocesano dell’Azione Cattolica), musica (Strikeballs, Margo ’80 e il simpatico Fantafestival con i dilettanti cantanti allo sbaraglio), attività di movimento (camminata Avis, dimostrazione del Budokan, pallavolo con Rubicone in Volley, scuola di danza Danza D&D), momenti ludici (gara di briscola, gimkana, burraco e fionda) e tanto altro. Non mancano ovviamente le iniziative di carattere religioso come la santa messa ospitata al Centro Giovani domenica alle 10.30, e la processione sempre domenica alle 18,00 per la prima volta con tragitto Chiesa in piazza Battaglini e approdo al Centro Giovani. Non ci sarà più, invece, il Palio del Ciabattino che metteva a confronto i diversi rioni del paese, andato negli ultimi anni un po’ in declino.

Lo spostamento al Centro Giovani ha inizialmente creato qualche mal di mancia in paese, rientrato nel corso delle settimane. “La Festa è in una struttura parrocchiale ancora più grande con tanto verde e tante opportunità in più”, specifica Sabrina Baldazzi tra gli organizzatori. “Questa non vuole essere solo una festa di parrocchia ma di una comunità che si ritrova insieme”, precisano i giovani Luca Giorgetti e Chiara Cesarano, impegnati nell’evento. Insomma, uno stare insieme nel segno della speranza. Mai parola divenuta più attuale come nei tempi odierni.

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