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Cantiere Artistico2015 dialogoPercorsi teatrali, cortometraggi, performance sperimentali, mostre di arte visiva, opere interattive, inediti, poesia, racconti, coinvolgimenti musicali, opere calzaturiere, installazioni. Il Cantiere Artistico torna ad abitare lo spazio ex Mir Mar a San Mauro Pascoli per proporre un rinnovato suggestivo percorso attraverso i molteplici sentieri dell’arte contemporanea. Guida di questa quarta edizione un tema, Linguaggi, ad accogliere i diversi esiti della ricerca contemporanea dei quali il Cantiere Artistico si fa parziale ma sempre intensa vetrina.

L’evento, a cura di Associazione Culturale Il Cantiere Artistico e  Spazio Mir Mar Concept con il patrocinio del Comune di San Mauro Pascoli, Assessorato alla Cultura, si svolgerà a San Mauro Pascoli in via Roma 27, nelle giornate del 22, 23, 25, 29 e 30 ottobre (orario 18-23, ingresso 3 euro).

“Esiste un linguaggio universale che prende forma attraverso la ricerca artistica e spirituale, quali che siano le sue forme espressive. Racconto cinematografico, scatto fotografico, opera scultorea  o pittorica, performance musicale o teatrale, installazione visiva. In ogni caso un lavoro artigianale che la creatività, la cura e la passione avvicinano spesso alle forme dell’arte”. Così Marco Bianchi, ideatore con Mirna Casadei de Il Cantiere Artistico e Presidente dell’Associazione culturale Il Cantiere Artistico nonché patron del nascituro Spazio Mir Mar Concept, un progetto che posa le sue radici in una visione moderna e contemporanea dello spazio e della relazione che esso può ingenerare.
Seguendo il filo conduttore tematico, Il Cantiere Artistico accoglie e presenta nei 1800 metri quadrati della ex Mir Mar, progetti ed opere firmati dai protagonisti emergenti della vita artistica e culturale locale. Il giovanissimo pittore Orlando Daga le cui tele non trovano una forma ma continuano a ricomporsi in se stesse; Simonetta Riccardini, che con la serie Rerum fragmenta  indaga il processo che va dalla dissoluzione e distruzione dell'oggetto ridotto in frammenti, alla ri-creazione di un nuovo senso e significato realizzato attraverso il ri-utilizzo degli stessi; Gilda Sancisi, i cui disegni su tela grezza adesiva realizzati a china nera per la serie
I.C.O.N 1#  compongono un diario evolutivo, figure che collassano fino a diventare macchie piene metafora della sofferenza come unica via di trasformazione; Manuela Carabini i cui busti si fanno moderni narcisi riflessi su specchi rotti; Giulia Mastrocinque, che affida la propria interpretazione del tema ai colori e al plexigas.

Corposa la sezione delle installazioni fra le quali si cita il progetto Dietro il tendone – Quando le luci si spengono, a cura di Daniele Tedeschi e Daniela Maschi, una favola raccontata  in narrativa e in fotografia dalla quale emergono 13 ritratti dedicati ai personaggi del circo, còlti quando le luci dei riflettori si spengono. Un racconto che prende forma in un set fotografico fino a diventare l’artbook di una storia forse inventata... o forse no. Ancora dramma e narrazione per la performance Himma, Effimero Concerto, di e con l’attore sammaurese Mirko Ciorciari e Nazario Di Tullio.  Il progetto trae spunto dall’affermazione dello psicoanalista, saggista e filosofo statunitense James Hillman secondo il quale “prima di divenire una storia ciascuna vita si offre alla vista come una sequela di immagini. La vita chiede innanzitutto di essere guardata”, condensando il focus sul tema dell’immagine intesa come veicolo essenziale all’uomo per fare esperienza del mondo. Sempre di teatro, questa volta di improvvisazione, parla il progetto Tarot,  format ideato da Claudio Guidi e realizzato con la collaborazione di Theatro, compagnia e scuola di improvvisazione teatrale di Cesena. In Tarot i tarocchi si trasformano in pretesti per costruire storie. Partendo dalla descrizione delle magiche carte che ne hanno fatto Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa in The spiritual Teacher in the cards, il Teatro dei Tarocchi delinea un base teorica per la  drammaturgia della storia, che semplicemente accade, secondo l’assunzione magica basilare del Teatro dei Tarocchi e del teatro di improvvisazione per la quale non puoi controllare la storia che stai creando ma puoi partecipare al fine di renderla spettacolare (
www.theatreoftarots.com - www.theatro.it). Infine We Reading firma per il Cantiere Artistico una installazione con libri, sedie e la serie di fotografie People who stare scattate in vari musei d’Europa a ritrarre persone di spalle intente a guardare opere d’arte. Un invito alla lettura.

Non può mancare al Cantiere Artistico la partecipazione degli artisti per eccellenza del territorio, ovvero i calzaturieri che interpretano il tema raccontando le scarpe delle star dello spettacolo. Il progetto 2016 è firmato Cercal, Scuola internazionale della calzatura che produce per  Il Cantiere Artistico Le scarpe delle dive.  Il linguaggio delle scarpe per le star dello spettacolo racconta il desiderio delle donne di esprimere la propria femminilità e sensualità. La mostra rivela  come i nostri maestri della calzatura riescano ad esaltare ed interpretare la personalità poliedrica di attrici, cantanti e dive dello spettacolo. Tra stilista e diva si  creano sempre una speciale connessione ed una complicità. Una relazione unica che spesso ha condotto i grandi calzaturieri del distretto sammaurese nell’olimpo di Hollywood, più volte premiati come i migliori designer al mondo della calzatura. Autore prescelto per Il Cantiere 2016 è Casadei che presenta Beyonce in Casadei. In esposizione un pezzo indossato dalla pop star di fama internazionale,
più volte vincitrice dei Grammy Awards e moglie di Jay Z. Si tratta di un cuissard Casadei in camoscio rosso con ricamo e allacciatura color oro a contrasto e con iconico tacco “Blade” apparso in occasione del nuovo nuovo video musicale dell’artista, diretto da Jonas Akerlund, che promuove il tour mondiale 2013 “Mrs Carter Show”.
Molte altre presenze arricchiscono infine l’edizione 2016 dell’evento,  dalle connessioni artistiche di Teresio Massimo Troll alle fotografie e ai cortometraggi di Cristiano Pinna ai fotografi Lorenzo Mini, Nevio Semprini, Piero Tampellini, Francesco Girardi e Daniele Tedeschi che presentano, fra le altre cose, i linguaggi dell’architettura del ventennio fascista e dell’archeologia industriale. Lo Da ricordare la lettura di Antonio Ramberti (Duo Bucolico) dal Trattato di funambolismo di Philipe Petite.

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