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CastellaniIl nastro tagliato è uno, le aziende sono due: Castellani laser e Laboratorio Sammaurese. Si trovano nello stesso complesso di 2600 metri quadrati nella nuova zona industriale di San Mauro (via Vena), area che ospiterà altre aziende. Artefici della doppia scommessa imprenditoriale sono Rino e Giovannino Castellani che sabato scorso hanno festeggiato insieme ad amici, clienti e autorità (presente anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini) il nuovo stabile realizzato con un investimento di circa 3 milioni di euro (la progettazione è dello studio Gasperini). “Ci siamo trasferiti da circa un anno – ha detto Rino Castellani al Corriere Romagnain precedenza eravamo a Fiumicino in una sede in affitto. Abbiamo deciso di fare il passo di uno stabile tutto nostro quando abbiamo visto che i nostri figli, Adam e Cristian, hanno deciso di proseguire l’attività. Entrambe le aziende sono così proiettate nella seconda generazione”.

Diversa la storia delle due imprese nate nel cuore del distretto della calzatura di San Mauro, emblema di una scarpa di alta qualità. Il Laboratorio Sammaurese ha 41 anni di vita realizza tacchi, gommine di sformatura delle suole, assemblaggi, per i suolifici del territorio. Il prodotto è di alta gamma destinato alle scarpe in cuoio e gomma, per lo più per i grandi marchi italiani della moda. Fondatore è Rino Castellani all’età di 17 anni, dopo avere lavorato sin da ragazzino con alcuni calzolai della zona. Un “debito” di riconoscenza testimoniato da una grande foto all’ingresso del Laboratorio Sammaurese che ritrae Cialì, uno dei ciabattini che hanno fatto la storia del distretto sammaurese.

Più recente la storia di Castellani Laser, azienda ad altissima innovazione tecnologica, nata nel 1991, specializzata nelle iniezioni su cuoio e semilavorati per i suolifici. “Siamo partiti in tre – racconta Giovannino – L’idea ci era arrivata da alcuni suolifici della zona che ci avevano segnalato l’esigenza di prodotti ad alta innovazione che mancavano. Noi abbiamo fatto una ricerca sulle tecnologie, sino a quando abbiamo incontrato nelle Marche due periti che avevano realizzato una macchina che faceva al caso nostro, prima in Italia. Da qui i primi prodotti e addirittura alcuni anni fa un premio quale azienda innovativa d’Italia”.

Complessivamente sono una cinquantina i dipendenti tra le due aziende con un alta percentuale di extracomunitari (poco meno di 20). “Per la Castellani fatichiamo a trovare personale specializzato e questo ci dispiace”, precisa Rino. A tagliare il nastro del nuovo stabilimento è stato il sindaco Luciana Garbuglia.

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