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calzaturificio Due EmmeTraguardo decisamente speciale per il calzaturificio Due Emme di San Mauro Pascoli che ha festeggiato i 40 anni di vita. Per l’occasione il responsabile di Confartigianato del Rubicone Bruno Dellamotta ha consegnato una targa all'impresa per quattro decenni all’insegna del valore artigiano. A fondarla sono stati Rino Ricci insieme alla moglie Maura Bianchi, oggi è gestita dal figlio Maurizio. Il nome Due Emme arriva dalle iniziali dei figli Maurizio e Monica, l’unica oggi fuori azienda (fa l’impiegata), in questa impresa dal valore familiare in quanto Rino ancora oggi collabora al montaggio e Maura alla finitura. Tredici invece gli operai dell’azienda.

“Lavoriamo come contoterzisti per l’impresa 'Vicini' di Giuseppe Zanotti - un big internazionale del settore - spiega il fondatore Rino - così come in passato lo abbiamo fatto per altre imprese del nostro distretto, che resta uno dei più prestigiosi d’Europa e del mondo. Assembliamo le varie parti delle scarpe, sino al prodotto finito. Negli anni di maggior lavoro arriviamo a metterne insieme 25mila, lo standard è sui 20mila”.

“Il problema è che i tempi di produzione si sono ristretti e concentrati - sottolinea il figlio Maurizio, oggi a capo dell’impresa - e quindi la lavorazione conosce alti e bassi, con tutte le conseguenze del caso anche nell’impiego di personale. Io entrai in impresa dopo le scuole medie e ho fatto la gavetta necessaria per imparare l’arte dai miei genitori. Certo, i contoterzisti sanno di poter contare su un lavoro sicuro, finché c’è, e ottimizzano i rischi: è però vero che la concorrenza è fortissima non solo in zona ma anche nelle Marche, per cui se si vuole operare bisogna saper accettare le condizioni che vengono avanzate. Dalla nostra parte abbiamo la forza della professionalità con quarant’anni di mestiere che garantiscono sulla nostra reputazione e affidabilità”.

“Per oltre un decennio, fino al 1993 - specifica Rino, che aveva dapprima lavorato nel calzaturificio Campione - abbiamo prodotto scarpe col nostro marchio, specializzandoci in un alcuni modelli evoluzione delle espadrillas, le scarpe basse che andavano di moda negli anni 80, con la zeppa ricoperta di corda. Avevamo il marchio e le vendevamo anche a pezzi grossi come Ferragamo, Gucci, Valleverde. A un certo punto mi resi conto, però, per continuare nella produzione in proprio era troppo impegnativo e rischioso e così siamo diventati contoterzisti”.

L’avete vista come una retrocessione? “No - risponde Rino Ricci -, la nostra dimensione è questa: in questa sede dove nascemmo siamo rimasti e ci siamo consolidati. Non è stato spiccato il volo come altri calzaturieri della nostra terra, ma non si è verificata neanche la caduta: stabili e duraturi, visto che festeggiamo i 40 anni, comunque un successo. Quando producevamo scarpe Giuseppe Zanotti, allora modellista, ci portava i suoi disegni. Oggi assembliamo le sue meravigliose scarpe da donna e per noi è un onore”.
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