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Casadei BladeLa Regione Emilia Romagna lancia la Fashion Valley, il cuore in Romagna è a San Mauro Pascoli. È la storia a dirlo, l’attualità a confermarlo, l’internazionalità a certificarlo. Parliamo di un distretto calzaturiero con oltre 200 imprese attive che occupano oltre 3mila addetti. Si tratta del quarto tassello di un sistema economico regionale, che si aggiunge alle Valley del food, motor, wellness. L’obiettivo, evidenzia una nota regionale, è “una strutturazione del comparto della moda che crei una rete tra i marchi e le imprese che si distribuiscono in tutto il territorio regionale, da Piacenza a Rimini”.

Un comparto che in regione oggi contapiù di 7.200 impreseper laparte manifatturiera(5,5% delle imprese regionali), circa52 mila addetti(il 5,1% degli addetti regionali), unexport di 4,6 miliardi di euro(12,7% delle esportazioni nazionali). E se alla parte industriale si aggiunge la componente terziarialegata alla filiera della moda – con quasi23 mila imprese che impiegano circa 90 mila addetti- il fashion made in Emilia-Romagna raggiunge quasi 30 mila impresee142mila addetti.

“Il progetto Fashion Valley – afferma l’assessore regionale alle attività economiche Palma Costi - vuole valorizzare il made in Italy non solo attraverso il prodotto ma insieme alla conoscenza di tutto quello che sta dietro la sua produzione: la storia, l’esperienza, il know how, le competenze di tutta una filiera. In questo processo, un ruolo fondamentale è svolto dalle fondazioni che stanno nascendo sul nostro territorio come la Fashion Research Italy o dai prestigiosi archivi aziendali, con la loro preziosa attività di ricerca e archivio della storia del fashion in Emilia-Romagna”.

Un ruolo da protagonista lo svolge San Mauro, distretto che ospita grandi brand del lusso, aziende dell’intera filiera, la scuola internazionale del Cercal, col progetto di realizzare un museo della calzatura nell’ex calzaturificio Scardavi. La dimensione media aziendale in questo territorio è piuttosto piccola (circa 15 addetti), tant’è che il 58% delle imprese sono ditte individuali, mentre le società di capitale sono il 22%. 

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