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Alessandri Robera CnaRinnovato l’accordo per la legalità tra CNA e Comune di San Mauro Pascoli. Con questo protocollo Cna si impegna concretamente a raccogliere le segnalazioni e attivare le istituzioni (comune, polizia municipale e guardia di finanza) per combattere la concorrenza sleale. In più, ha attivato anche un accordo con l’associazione di intermediazione culturale Between che opera nel Rubicone, per agevolare anche le azioni verso imprese straniere, operanti sul territorio, affinché capiscano appieno l’importanza e il valore del rispetto delle regole.

“Le calzature prodotte nel nostro territorio continuano a godere di una fama di qualità che ne è la fortuna – afferma in una nota Marco Gasperini presidente di CNA Est Romagna - e noi crediamo che questa fama debba continuare nel tempo. Questa reputazione nasce dal contributo di tutte le imprese che costituiscono la filiera, a partire dal ‘saper fare’ artigiano che è insito nelle aziende di questo territorio, che è cresciuto insieme alla scarpa del Rubicone e che, a sua volta, ha fatto la fortuna della scarpa del Rubicone, garantendone il successo”.

“Chi produce fuori dalle regole – precisa Roberta Alessandri (nella foto), Presidente di CNA Federmoda Forlì-Cesena - lo fa anche a dispetto della qualità, facendo concorrenza sleale sui prezzi e mettendo in crisi tutto l’impianto produttivo del distretto. Per questo nel 2015 abbiamo proposto all’amministrazione di San Mauro un protocollo per agevolare le verifiche su chi lavora completamente ai margini della legalità, come garanzia per tutti”.
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Commenti  

# Un coraggio da leoniMatteo 2016-02-04 15:40
Bellissime parole che condivido, peccato che ancora oggi molte aziende fanno produrre in Cina e il prodotto magicamente compare l'etichetta Madre in Italy. Porgo massimo rispetto invece per quelle persone che hanno purtroppo chiuso l'attività perché non più competitivi per la concorrenza "reale" e voluta a San Mauro Pascoli. L'amministrazione se vuole muoversi secondo quanto richiesto lo faccia in tutte le aziende del distretto, senza lasciar fuori il "comparto di elite"......
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# Legalità???Ma dai 2016-02-07 13:06
Io posso capire che un attività in quanto tale mira sempre ad ottenere il massimo profitto al minimo costo...qua si parla di legalità...ma se andiamo vedere le aziende del territorio (compresi i marchi più blasonati) tutti quanti si avvalgono dell'aiuto di laboratori esterni stranieri (cina romania ungheria polonia) e se non lo fanno loro direttamente ci pensano i laboratori italiani a subappaltarli a loro...adesso ci si lamenta tanto della disoccupazione...se ci fossero più regole...dazi doganali e tasse maggiorate su chi esporta/importa semilavorati dall'estero si risolverebbe in parte anche questo problema. Si parla del Made in Italy ma se guardiamo bene chi propone queste regolamentazioni della legalità sono proprio i grandi marchi...e lo farebbero a loro discapito??io penso che sono tutte bagianate solo per comparire sulle righe di qualche giornale o su qualche sito..il guadagno prima di tutto è la regola del mercato!
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