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casaPassivaCon i sindaci dell’Unione Rubicone e Mare arriva a 29 il numero delle Amministrazioni che hanno aderito al Protocollo d’intesa promosso da CNA. La firma martedì 18 novembre alla Torre a San Mauro Pascoli.
Dal 2008 al 2013 il settore delle costruzioni in Italia ha perso il 30% degli investimenti, con un calo del 23% di occupati e 745.00 posti di lavoro in meno, se si considerano i settori collegati alle costruzioni. Una crisi che non ha origini solo finanziarie e necessita di un profondo ripensamento del comparto per farlo ripartire su nuove basi. È nato così il progetto Rigenerazione urbana promosso da CNA, che mette in rete i diversi soggetti coinvolti come mai prima: enti pubblici, imprese, banche, professionisti e cittadini.

Dopo aver incassato il plauso di amministratori e operatori del settore, tale progetto si è tradotto in uno strumento concreto: il “Protocollo d’intesa per la sperimentazione in materia di Rigenerazione urbana”. Firmato in prima battuta dai sindaci dei 14 Comuni del comprensorio forlivese e dai sindaci dell’Unione Valle Savio, il protocollo arriva ora anche nella realtà dell’Unione Rubicone e Mare.
Martedì 18 novembre firmeranno il Protocollo d’intesa promosso da CNA i sindaci di Borghi, Cesenatico, Gambettola, Gatteo, Longiano, Roncofreddo, San Mauro Pascoli, Savignano sul Rubicone e Sogliano al Rubicone. Saranno così 29 complessivamente le Amministrazioni comunali che aderiscono al Protocollo di CNA, che si pone l’obiettivo di giungere a breve a comprendere tutti i Comuni della nostra provincia.

La firma del Protocollo d’intesa avrà luogo alla Torre a San Mauro Pascoli. La mattinata si aprirà alle 10 con i saluti di Luciana Garbuglia, sindaco di San Mauro Pascoli; a seguire la firma del “Protocollo d’intesa” e gli interventi di Franco Napolitano, direttore generale di CNA Forlì-Cesena; Gianluca Vincenzi, presidente Unione Rubicone e Mare; Pierino Buda, vicepresidente vicario Federazione Regionale Banche di Credito Cooperativo Emilia Romagna; alle 12 è previsto l’intervento conclusivo diDavide Drei, Presidente Provincia di Forlì-Cesena.

Come è nato il Progetto Rigenerazione urbana di CNA?
“Partiamo da due dati – spiega Franco Napolitano, direttore generale di CNA Forlì-Cesena – il 60% degli edifici abitativi in Italia sono stati costruiti dal 1945 al 1981. I fabbricati energivori sono responsabili del 40% delle emissioni inquinanti sul pianeta. In questo contesto, ogni anno in Italia si spendono 44 miliardi di euro per il rinnovo edilizio residenziale. È però un mercato polverizzato, fatto di micro-interventi, senza un vero progetto di riqualificazione del nostro tessuto urbanistico.

Il Progetto Rigenerazione urbana di CNA si basa su opportunità concrete e realizzabili, quali i benefici fiscali del 50% e 65% per la ristrutturazione edilizia ed energetica, il supporto del sistema bancario, la valorizzazione degli immobili dal punto di vista edilizio. Un progetto ambizioso, che potrà contribuire al rispetto degli impegni presi col Protocollo di Kyoto e il Patto dei Sindaci”.

Quali sono i contenuti del Protocollo d’intesa?
Tutti i soggetti coinvolti – enti pubblici, CNA e imprese – si impegnano ciascuno a svolgere fattivamente la propria parte. Tra gli aspetti salienti, gli enti pubblici (i Comuni, in primo luogo) si impegnano a svolgere un ruolo guida nel definire gli interventi di riqualificazione urbana ed efficientamento energetico, modificando strumenti urbanistici e regolamenti. Ma anche a garantire reali vantaggi per gli investimenti realizzati e sensibilizzare i cittadini.

“Come CNA – conclude Napolitano – siamo già impegnati a qualificare e formare gli operatori del settore: sono ormai decine le imprese associate a CNA che hanno svolto o stanno svolgendo percorsi formativi importante nell’ambito della rigenerazione urbana. Inoltre abbiamo messo a punto un “Contratto di garanzia” per interventi di efficienza energetica e sostenibilità ambientale nel settore edile e impiantistico. CNA si sta spendendo inoltre per agevolare l’accesso al credito da parte di cittadini e imprese grazie a una serie di convenzioni, con il coinvolgimento del sistema bancario”.

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