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calzolai 002Soffrono i contoterzisti nel calzaturiero. Lo rivela una indagine della Cna Forlì-Cesena che ha coinvolto un campione di 30 imprese pari al 42% del totale di quelle aderenti all’Associazione. Secondo l’indagine tanti sono i problemi sul piatto delle aziende di piccole e medie dimensioni: mancanza di un contratto di fornitura, prezzi stazionari a fronte di costi in aumento, impossibilità di fare investimenti, concorrenza sleale da parte di aziende straniere.
“La crisi ha evidenziato la fragilità delle aziende più piccole, la maggioranza di quelle che realizzano prodotto finito e la quasi totalità di quelle che producono componenti, anelli deboli della filiera ma allo stesso tempo detentori di competenze artigianali fondamentali al mantenimento della qualità che connota le produzioni italiane – si legge nello studio - Ne esce un quadro che, pur con diverse aree di criticità, evidenzia anche elementi rivelatori di processi che vanno verso il consolidamento della struttura distrettuale. Servono, però, politiche che incentivino la crescita dimensionale, forme di collaborazione tra le aziende attraverso accordi di filiera e contratti di rete”.

Queste imprese esportano direttamente solo nell’11% dei casi. Il 61%, infatti, produce prevalentemente per i grandi marchi del distretto. Inoltre, circa il 39% delle imprese vende tra il 31 ed il 100% della propria produzione sul mercato nazionale, indirizzandosi in particolar modo nelle regioni Marche, Veneto e Toscana, ossia dove sono presenti gli altri principali distretti pellettieri italiani. Tutti elementi che dimostrano l’alta specializzazione delle lavorazioni e il contenuto tecnologico all’avanguardia che le nostre imprese sono in grado di esprimere.

Quali sono, nel 2014, le prospettive per il distretto? “Il dato che emerge evidenzia una stagnazione della produzione: quasi il 40% delle imprese prevede per l’anno in corso un andamento stazionario, rispetto a un 2013 che non ha certamente brillato in termini di crescita. La maggior parte delle ditte riesce, comunque, a mantenere il proprio mercato e si trova in una situazione “conservativa” dell’esistente”.

Emerge inoltre la crescente difficoltà nel fare programmi di medio periodo, le commesse hanno durata sempre più breve, a volte perfino giornaliera. Nella maggior parte dei casi non esistono contratti di fornitura che garantiscano importi e quantità minime. A queste condizioni, diventa impossibile determinare il portafoglio ordini. E tanto meno programmare degli investimenti. Ben il 78% delle imprese intervistate, infatti, dichiara di non aver effettuato nessun tipo di investimento nel 2013 per incertezza rispetto alle condizioni di mercato, e solo 1 impresa su 5 ha sostenuto piccoli investimenti in impianti e macchinari.

Significativi i dati sulla politica dei prezzi: il 50% degli imprenditori ha mantenuto negli ultimi anni prezzi stazionari, e il 17% li ha addirittura diminuiti fino ad un -5%. Prezzi bloccati o in calo e produzione stazionaria: una situazione che determina perdita di redditività per le aziende. Col costo del lavoro e i costi generali in costante crescita, la diminuzione del prezzo delle lavorazioni, imposta da una concorrenza schiacciante, deprime forzatamente i bilanci aziendali. Pur di mantenere i propri committenti, le imprese sono disposte ad applicare prezzi fuori mercato. Ma non è finita qui. Il 56% degli imprenditori denuncia fenomeni di concorrenza sleale: imprese a titolarità straniera, che non rispettano le regole, in particolare per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro. Una piaga che riguarda le lavorazioni a elevato utilizzo di manodopera e basso impiego di macchinari, quali orlatura, sformatura, coloratura e fasciatura tacchi. Alle imprese storicamente insediate nel distretto vengono demandate le lavorazioni più complesse, oltre a quelle che necessitano di macchinari tecnologicamente avanzati.

Così facendo, si rischia di perdere quello che è il valore complessivo del distretto, che unisce e mette in rete saperi artigiani e innovazione, in un mix del tutto unico e irripetibile. Che dà vita a creazioni possibili solo qui: ‘la nostra forza è la grande qualità, associata alla possibilità di eseguire le lavorazioni più difficili, anche per piccole quantità’. È fondamentale mantenere un habitat così creativo e prezioso. Per farlo è necessario affermare il valore della legalità e di una competizione sana e leale tra imprese. Solo così si potrà promuovere un armonico sviluppo economico e sociale, migliorando le condizioni di vita dei cittadini”.
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