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GimmiBaldinini“Mi hanno proposto di trasferire la produzione in Slovenia, offrendomi una fabbrica di grandi dimensioni dotata delle più moderne tecnologie, capace di produrre 6.000 paia di scarpe al giorno, mentre io ne produco 2.500. Cosa ho risposto? Tra una decina di gironi andrò a vedere di persona come stanno le cose. Ho in mente una nuova linea di scarpe, manderò in Slovenia tecnici per trasmettere il gusto e la nostra manualità. Ci vorrà del tempo ma le prospettive di libertà imprenditoriale e bassa tassazione sono irresistibili”. Gimmi Baldinini apre al mercato sloveno, annunciando di avere ricevuto offerte di delocalizzazione della produzione anche da Svizzera e Austria. L’occasione di questo annuncio al Carlino è stata l’ennesima polemica dell’imprenditore del Rubicone con il Comune di Savignano per l’ampliamento aziendale. “Qualche giorno fa ho ritirato dal Comune di Savignano il permesso per costruire un capannone che avevo chiesto dieci anni fa. Non ne avevo bisogno per me ma per l’azienda, che nel frattempo ha perso occasioni di crescita anche da punto di vista occupazionale”.

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