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scarpeLe grandi firme della scarpa sorridono e fanno grandi fatturati, i piccoli (artigiani e contoterzisti) no. A lanciare l’allarme è la Confartigianato Rubicone. “Lo stato fortemente problematico del comparto è in netto contrasto rispetto al quadro molto positivo delle grandi imprese del distretto calzaturiero e della moda - afferma il Presidente Mauro Evangelisti - che in controtendenza rispetto al contesto generale di grave difficoltà stanno accrescendo fatturati e penetrazione nei mercati nazionale ed estero. Una dicotomia che deve indurre a una riflessione, visto che i binari dovrebbero marciare di pari passo: se stanno bene le imprese leader dovrebbero infatti beneficiarne di pari passo le piccole contoterziste. La responsabilità e l'etica d'impresa dovrebbero infatti guidare scelte che favoriscano la filiera locale ma evidentemente queste aziende eccellenti preferiscono rivolgersi ad altri collaboratori rispetto alle piccole imprese contoterziste che vengono tagliate fuori e restano senza commesse”.

 

E non è neppure l'unico problema: “A quel che risulta, il poco lavoro che rimane in loco viene inoltre pagato in maniera inadeguata, coi prezzi di sette-otto anni fa mentre le aziende contoterziste, per stare al passo coi tempi, hanno dovuto fare degli investimenti corposi in attrezzature sempre più sofisticate”.

Bruno Dellamotta responsabile della Confartigianato del Rubicone, disegna un quadro a tinte fosche: “Il quadro è molto preoccupante: crisi di liquidità, leasing bloccati, pagamenti in forte ritardo, ordini sospesi, accentuata difficoltà nel ricorso al credito. La crisi persiste e dal tunnel si può uscire solo insieme, con un patto tra imprese, partner istituzionali, sociali e del credito. Le imprese leader debbono dal canto loro dare lavoro alle piccole imprese contoterziste del territorio. Nel Rubicone purtroppo persiste il disagio per la concorrenza sleale in particolare dei cinesi alla aziende contoterziste e Confartigianato in passato ha promosso una raccolta di firme per salvaguardare i prodotti made in Italy. E' fondamentale garantire il ripristino di una situazione di legalità contrastando gli abusivi e operare in una logica di etica d'impresa con le imprese leader del distretto che valorizzino il tessuto produttivo locale delle imprese contoterziste”.

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