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Pubblichiamo questo articolo di Filippo Fabbri tratto dal settimanale 'La Conceria' ("San Mauro: Contenti", n. 31/2012), sull'ultima edizione del Micam a Milano.

calzolai 002Ordini che crescono a doppia cifra, produzione sempre più export-dipendente, collezioni di successo dove primeggiano i brand. I calzaturieri del distretto del Rubicone tornano dal Micam con un bagaglio di fiducia mai visto negli ultimi anni. È la diretta conseguenza di una specializzazione sull’alto di gamma e di una consolidata presenza all’estero, soprattutto nei mercati che oggi contano di più: Russia, Far East, Stati Uniti. La recessione, a San Mauro e dintorni, non si conosce. Del resto il peso del retail domestico è marginale da diversi anni. La sensazione degli espositori sui quattro giorni di fiera è allineata ai dati, in discesa, ma ciò non dispiace affatto. Cesare Casadei, titolare di uno dei marchi fashion di punta del made in Italy – Il fatto in sé è stato positivo, perché al Micam abbiamo trovato esclusivamente clienti interessati alle nostre collezioni. Questo ci ha consentito di lavorare meglio e con maggiore tranquillità sia in fiera sia nel nostro showroom>. Presenze in calo = affari migliori. Un paradosso solo apparente, specie se rapportato agli ordinativi raccolti. .

 

La Russia è il mercato di riferimento in Baldinini, forte di un centinaio di punti vendita nel Paese, 25 dei quali a gestione diretta. Per Gimmi Baldinini la partecipazione a Micam è stata un successo. . Le uniche note dolenti arrivano dal mercato interno. .

La logica del “pochi ma buoni”, riferita ai visitatori, piace a Paolo Zanoli, titolare dell’azienda artigiana Dibrera (sempre a San Mauro Pascoli): anch’egli punta sulla Russia e afferma: . Viaggia in doppia cifra anche Vicini, con un balzo di ordinativi che si aggira attorno al 20 per cento. , racconta Giuseppe Zanotti.

Più possibilista sull’Europa è Grey Mer, sede a San Mauro, prodotto di fascia alta presente in 150 negozi e boutique della Penisola. Perla Alessandri – qualcosa inizia a cambiare, in particolare in Spagna, Germania e nei Paesi del nord Europa>. Il giro d’affari cresce certamente grazie all’export, che costituisce l’80% del fatturato, ma la fiducia per l’interno non viene meno. . Per crescere però occorre investire, e Grey Mer lo sta facendo. .

Per concludere, ecco l’analisi di Roberta Alessandri, presidente di Cna Federmoda Forlì-Cesena, che rappresenta quasi la metà delle imprese del distretto calzaturiero. .

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