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MILANO - (1 Aprile 2005) - Parlare di scarpa “made in San Mauro” per forza di cose significa parlare dei suoi maestri. Ovvero di coloro che, partiti dal banchetto degli antichi ciabattini, sono poi diventati delle firme di caratura internazionale. E tra questi spicca il nome di Sergio Rossi, fondatore di un omonimo marchio, che ha spiegato a modaonline il suo modo di intendere la calzatura. Di seguito riportiamo la sua intervista pubblicata, appunto, su modaonline (www.modaonline.it) il 17 marzo scorso dal titolo “Sergio Rossi. Successo tra qualità e negozi” a firma di Oscar Napolitano.

«Per Sergio Rossi parlare di scarpe è come entrare in un universo creativo che rasenta l'arte. Dove la calzatura diventa risultato di un percorso finale fatto di ricerca, tradizione e vero know how. E, seguendo la stessa logica, la loro offerta deve essere armonizzata da un contesto omogeneo che rifugge dall'approccio olistico, vissuto quasi come contaminante: "Credo che le calzature debbano essere vendute all'interno di negozi specializzati in calzature - spiega a Modaonline Sergio Rossi, direttore creativo della griffe - Negozi creati e curati da esperti del settore che seguono la moda a 360 gradi ma che sappiano fare le scarpe come vanno fatte. Ciò presuppone un'ottima tecnica di produzione e portabilità del prodotto. Chi fa scarpe ha modo di studiare di più in questo senso rispetto a chi si occupa di total look". Un patrimonio da proteggere, considerata l'esperienza che l'Italia può vantare? "Le misure più utili per la difesa di questo settore sono l'alta manifattura e la produzione di un prodotto di lusso e l'Italia in questo è al primo posto nel mondo. E l'etichettatura d'origine è fondamentale per la salvaguardia del prodotto di qualità". Nel carnet di credenziali che il brand può vantare ci sono la leadership nei mercati internazionali e la forza che da anni esercita sulle tendenze mondiali, valori che compongono un ventaglio di caratteristiche da affiancare a una strategia distributiva del prodotto assolutamente ponderata: "La valorizzazione del marchio comincia dai punti vendita diretti - conclude Rossi -. Sono i negozi le realtà che possono far conoscere bene il prodotto e valorizzare il marchio attraverso una buona promozione sulla strada, nel senso di approccio diretto, continuo, attento a tutti gli aspetti del rapporto con il cliente. Se si riesce in questo dopo 15-20 anni, allora si può dire di essere una firma e non un trend passeggero".» (Tratto da modaonline (www.modaonline.it) del 17 marzo scorso dal titolo “Sergio Rossi. Successo tra qualità e negozi” a firma di Oscar Napolitano)

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