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foto_zaffagnini01_scarpeSAN MAURO PASCOLI - Riduzione dei costi, incremento della produttività, crescita aziendale. Sono le tre chiavi vincenti illustrate da quattro aziende calzaturiere nell'incontro promosso alla Torre dal Cercal "Tecnologie al servizio dell'innovazione". Quattro esperienze imprenditoriali che hanno dimostrato, dati alla mano, che l'investimento tecnologico fa crescere anche (se non soprattutto) chi produce scarpe. Lo ha confermato Calogero Abate, direttore generale della Vicini, 400 dipendenti, 77 milioni di fatturato. Dislocata in 3 stabilimenti e 2 sedi periferiche, Abate ha detto che attraverso la tecnologia wireless (internet senza fili) anziché lo spostamento delle persone si è passati a quello dei dati. "Adesso potrà far sorridere il wireless vista l'alta diffusione, così non era solo sette anni fa - ha raccontato - All'inizio riuscivamo a far dialogare le nostre diverse sedi grazie ad antenne posizionate in modo tale che si vedessero tra loro. Ora possediamo una rete capace di far dialogare l'azienda in un'area di 20 chilometri". Sulla stessa lunghezza d'onda Cinzia Lombardi del Tacchificio Zanzani, azienda a conduzione familiare (ora è guidata dalla terza generazione), con 20 dipendenti e oltre 5 milioni di euro di fatturato. "Di fronte a una crescente richiesta di modelli di tacchi, abbiamo deciso di affiancare l'artigianalità della produzione con un alto elemento tecnologico. Il risultato è un incremento produttivo che ci consente una riduzione dei tempi di lavorazione e la possibilità di sfornare un numero maggiore di modelli così come richiesto dal mercato".

Identica strada è stata ripercorsa da un'altra azienda produttrice di tacchi in metallo e perforatori e punzoni per fustelle, l'Icos di Forlì. 28 addetti e un fatturato di quasi 2 milioni di euro, l'azienda ha "informatizzato la gestione contabile e la produzione - ha spiegato Monica Sartini, responsabile commerciale - Da circa dieci anni Icos acquista un macchinario all'anno, e ciò ha consentito di raddoppiare il fatturato negli ultimi sei anni". Ritornando nel Rubicone lo stesso ha fatto Castellani Laser di Savignano. Nata diciassette anni fa, conta 23 addetti e si è specializzata nella realizzazione di lavorazioni su suole. "Attraverso la tecnologia abbiamo brevettato un inserto a bassissimo spessore che può essere abbinato alle suole in cuoio cosiddette "a fondo zero", tipiche delle calzature femminili più raffinate, utilizzato dalle grandi firme visto il basso impatto sulla calzatura e la maggior resistenza acquistata dalla suola - ha raccontato Giovannino Castellani, della Castellani - I risultati dell'automazione si sono visti sul campo: la produzione da 1000 paia al giorno è passata a 3000".

"Le testimonianze delle imprese sono una ulteriore conferma di come il distretto del Rubicone sia sempre in grado di innovarsi, conciliando la creatività e le caratteristiche di artigianalità delle sue produzioni con le nuove tecnologie - ha affermato il direttore del Cercal, Serena Musolesi - Soprattutto nell'attuale contesto, è importante salvaguardare le capacità artigianali del nostro territorio, per non perdere la qualità e l'unicità del prodotto, ma insieme favorire la ricerca dell'innovazione in tutti i suoi aspetti, tecnologia, organizzativa, di mercato".

Ha chiuso l'incontro il sindaco Miro Gori sottolineando come il distretto della calzatura, radicato a San Mauro e nel contempo internazionale, ha saputo innovare la propria artigianalità realizzando un prodotto capace di fare tendenza nel mondo intero.

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