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tosi_leopoldo.jpgSAN MAURO PASCOLI - Leopoldo Tosi? “Un liberale incallito e progressista”. Ad affermarlo è stato Piero Maroni nell’incontro sulla doppia ricorrenza (centosessant’anni dalla nascita, novanta dalla morte) del sammaurese illustre Leopoldo Tosi. Sindaco di San Mauro per ben 15 anni, anche se in maniera non continuativa (dal 1890 al 1903, e dal 1914 al 1916), e soprattutto amministratore della tenuta Torlonia per circa quarant’anni.

La ricorrenza del Tosi chiude un anno di anniversari storici di riguardo per il paese pascoliano. Come ha ricordato il sindaco Miro Gori: “Abbiamo onorato con un grande convegno il frate orientalista Agostino Giorgi (1711-1797), di cui proprio quest’anno ricorre il 210° anniversario della morte; a seguire Marco Battaglini (1645-1717), 290° della morte, vescovo di Cesena e primo storico a scrivere una storia dei concili della chiesa in lingua italiana; infine Leopoldo Tosi. Tre personaggi vissuti in epoche lontane e diversi per formazione e interessi, accomunati dall’andare oltre la piccola patria, capaci di guardare alla Romagna, all’Italia e più in generale al mondo. Così come è stato per Giovani Pascoli”.

E in effetti l’operato del Tosi è andato oltre il confine sammaurese se si pensa che i suoi tori e le sue vacche, sapientemente incrociate, sono addirittura arrivate sino in Ucraina e in più stati europei. E questo grazie alla “razza bovina romagnola” da lui creata, recentemente ricordata nel libro curato da Franco Pollini, “Buoi alla Torre”. Come ha ricordato Maroni, Tosi arriva alla Torre nel 1876, grazie al matrimonio con Adele Ruffi, figlia di Ercole Ruffi gestore della tenuta. “Subentrato nella gestione, rinnova colture, bonifica i terreni e rivoluzione gli allevamenti, in una tenuta che era il motore economico del territorio: vi lavoravano 142 famiglie sulle 160 presenti a San Mauro”. E Tosi diviene anche un punto di riferimento nell’ambito politico del paese. Eletto sindaco dal 1890 al 1896, viene rieletto nel 1897 ma decide di ritirarsi. Il paese si mobilita in suo favore e decide così di accettare l’incarico. La situazione politica sammaurese però si inasprisce negli anni a venire per lo scontro tra socialisti e liberali, col paradosso che Tosi viene rieletto sindaco nel 1903 ma si trova in consiglio una maggioranza socialista. Motivo per cui lascia l’incarico. Ritorna in campo nel 1907 quando spiazza tutti e candida nel consiglio comunale Giovanni Pascoli che viene eletto. Stretto era infatti il suo legame col poeta, che ospiterà più di una volta alla Torre e che il Pascoli ricambierà con una epigrafe quando Toro Ceccone trionferà alla Mostra zootecnica di Parigi (“Se Virgilio vagasse ancora / cantando per le città romane il suo carme / qui sosterebbe // Roma / se ancor vinca / di qui trarrà i bianchi bovi / per le sue pompe trionfali). Tosi viene fatto cittadino onorario nel 1934 e gli viene dedicata una delle vie centrali del paese.

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