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vincitori_pascoli_2007.jpgSAN MAURO PASCOLI - Sabato scorso (1 settembre) sono stati premiati a Casa Pascoli i vincitori della settima edizione del Premio Pascoli di poesia promosso da Sammauroindustria. Una serata che ha visto un omaggio del riminese Sergio Zavoli il quale, impossibilitato a parteciparvi, ha inviato un telegramma di saluto e felicitazione ai vincitori e al sindaco di San Mauro, suo amico, Miro Gori. Nel messaggio Zavoli, esprime un “pensiero di civile, profonda gratitudine” per l’iniziativa. Aggiungendo: “Se poi a questo sentimento si aggiunge il pensiero che vi apprestate a premiare la poesia di Gianni D’Elia, cioè una delle voci più giovani e alte della lirica contemporanea, ne ricevo un senso di vera e calma gioia come di fronte a un evento, pur nella sua rarità, straordinariamente naturale. Ciò conferma ulteriormente la qualità dei giurati che hanno riconosciuto l’importanza di un’ispirazione e di un testo votati a una così intensa, inquieta, per molti versi leopardiana, modernità”.

Nel corso della serata il consigliere della Romagna Est Stefano Mazza ha premiato Gianni D’Elia vincitore nella sezione in lingua col volume Trovatori (Einaudi editore, 2007), mentre il premio nella sezione in dialetto è andato al poeta Ettore Baraldi con il testo Da per mè (Albenga, I libri del Quartino, 2006), premiato dall’assessore alla Cultura della Provincia di Forlì-Cesena Iglis Bellavista. A entrambi i vincitori è andato un premio di 2500 euro. A stabilire questo responso è stata la giuria composta da: Andrea Battistini, (presidente), Franco Brevini (in sostituzione di Clemente Mazzotta recentemente scomparso), Gualtiero De Santi, Claudio Marabini, Piero Meldini e Gianfranco Miro Gori.

Durante la premiazione il presidente della giuria Andrea Battistini ha tracciato un bilancio di questa edizione: “Il premio Pascoli non ha risentito di quella che viene chiamata la crisi del settimo anno – ha esordito scherzosamente – Nella sezione in lingua c’è stata la partecipazione delle principali case editrici italiane, in quella dialettale di tutti i dialetti da Cuneo a Catania. È interessante notare che il premio ha visto una equa partecipazione di maschi e femmine, a smentire ciò che disse Carducci che avava sentenziato che le donne erano inadatte alla poesia. Un ultimo dato sui temi: il poeta del Duemila predilige il rapporto con la natura, l’inquietudine del nostro tempo, la solitudine e il cosiddetto male di vivere. Non manca però anche l’attenzione al sociale e al politico”.

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