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Omicidio Pascoli monumentoNon si placano le polemiche tra il Museo di Casa Pascoli e lo scrittore Maurizio Garuti insieme al gambettolese Bruno Gobbi. Come riportato ieri dal Corriere Romagna, l’oggetto del contendere è sempre lo stesso: il volume “Il segreto della cavalla storna. Un’altra verità sull’omicidio Pascoli”. Il libro in versione romanzesca lancia l’inedita teoria che ad uccidere Ruggero Pascoli sia stata una vendetta per un abuso sessuale compiuto dal padre del poeta. Nessuna fonte documentaria è a supporto della tesi, che si basa sulla testimonianza orale di Bruno Gobbi tramandata in famiglia da racconti, passati di generazione in generazione. La tesi non convince la curatrice di Casa Pascoli, autrice del più approfondito studio sull’omicidio del poeta, “Omicidio Pascoli. Il complotto”. Secondo la Boschetti alla base dell’uccisione del babbo di Giovanni ci sarebbe stato un complotto ordito a più livelli che avrebbe coinvolto vari personaggi.

 

I primi screzi tra le due parti emergono pubblicamente nell’aprile scorso quando Garuti e Gobbi vanno al Tg3 regionale a presentare il libro. Il servizio utilizza immagini del Museo di Casa Pascoli, che risponde per le rime e manda una nota ufficiale al Tg diffidandolo dall’utilizzo, parlando di ricostruzione “fantasiosa” del volume.

Lo scontro non si placa qui. Si riaccende in estate quando i due (Garuti e Gobbi) chiedono di presentare il libro a San Mauro, ma gli viene risposto picche.

Di questi giorni un altro capitolo: lo scontro con toni garbati via facebook. “A Rosita Boschetti, direttrice del Museo Pascoli di San Mauro, non piace il mio romanzo – scrive Garuti – Commentando una bella recensione di Federico Migliorati, scrive: ‘Purtroppo non c'è nessuna verità, nessuna prova, è un romanzo frutto della fantasia che grazie al nome del poeta, riesce a catturare l'attenzione del lettore. Sono abbastanza basita’. Rispondo. I lettori non sono sciocchi. Leggono e giudicano. Puoi incuriosirli con uno specchietto, ma se gli propini merce avariata, il raggiro ha il fiato corto. Invece sta succedendo il contrario. Chiedo a Rosita Boschetti: è così difficile riconoscere una qualche qualità intrinseca a questo libro? Senza rinunciare a puntare il dito dove non convince. È così difficile articolare un giudizio?”.

Risponde la Boschetti: “Ciò che contesto, come già le ho detto, è il modo in cui un ricordo confuso che può essere riferibile ad altri fatti simili (come sa in Romagna ci sono stati omicidi di altri fattori in quegli stessi anni) diventi l’altra verità su un evento che è molto più articolato e complesso. Certamente trattasi di romanzo ma getta comunque fango su una persona che, guarda a caso, è il padre del poeta. Se così non fosse, non avrebbe attirato l’attenzione del pubblico. Le mie faticose ricerche nei tanti archivi del territorio vengono del tutto ignorate da questa tesi fantasiosa che purtroppo, ribadisco, non corrisponde alla ricostruzione dei fatti”.

A cui si aggrega il sindaco Garbuglia, tranchant nel commento: “Utilizzare il nome di Ruggero Pascoli per scrivere un meraviglioso romanzo, con fake news storiche non provate da alcun documento, è solo una operazione venale”.

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